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Cultura

Il 2007 di una scienziata con la valigia

 
Per Adriana Albini č stato un anno entusiasmante, a partire dalla nuova avventura milanese. Pensieri, amicizie, scoperte. E tanti grazie
 
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7 gennaio 2008
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di
Adriana
Albini
   
Microscopio
Il 2007 per me è stato un anno strano, imprevisto, affascinante. Poco più di dodici mesi fa lasciavo l'Istituto Tumori di Genova per la grande avventura milanese. Sono partita curiosa, motivata, ma con qualche dubbio sulla scelta, d'altronde ogni tanto si ha voglia di cambiare. Un paio d'anni fa pubblicavo con Frilli il diario-romanzato Un clone in valigia e dunque, per tener fede alla mia immagine di scienziata in viaggio, sono ripartita per la Lombardia tecnologica: un'America a portata di treno (quando i treni vanno).

Il bilancio è più che positivo, è entusiasmante, nonostante la fatica del cambiamento: è stato bellissimo iniziare da capo a costruire, tornare in pista in luoghi e ambienti nuovi, dare spazio alla creatività e alla tecnologia. Ho potuto dedicarmi in un ambiente sereno alla ricerca, ancora e sempre il mio grande amore. Pur essendo assai alto il numero di ricercatori operanti in Lombardia, sono stata accolta a braccia aperte, genovese "immigrata", dalla Milano scientifico-tecnologica, dove si trovano le realtà più all'avanguardia della biomedicina. Solo per citarne alcune, in terra Milanese sorgono il Mario Negri, l'Humanitas, l'Istituto Europeo di Oncologia, l'istituto Nazionale Tumori, il più antico degli IRCCS oncologici, l'Istituto Firc di Oncologia Molecolare IFOM, il San Raffaele, diverse università. E c'è la dove lavoro, un IRCCS "giovane" riconosciuto a carattere scientifico nel marzo 2006.

Gli IRCCS (Istituti di Ricoveri e Cura) milanesi sono una decina. Una città così è piena di giovani ricercatori, motivati, preparati, entusiasti. Ogni giorno arrivano sulla scrivania dei curricula di grande interesse. I miei ragazzi sono davvero in gamba, e pur ripartendo da zero abbiamo lavorato e costruito velocemente.
Chi dice che Milano non è bella? Io ne sono affascinata, da Brera ai Navigli, al Duomo, al Cenacolo, al Castello Sforzesco di notte. Milano della cultura è un fiorire di mostre, spettacoli, presentazioni di libri, musica, tutte cose per cui non ho ancora trovato il tempo. Infine, le tante vie dello shopping: anche le scienziate nel loro piccolo sono donne che amano guardare le vetrine (e qualchevolta fare una pazzia).

Ho iniziato il 2008 con l'articolo di Alberto Diaspro su mentelocale e ho pensato di fargli eco in questa specie di dialogo tra scienziati che si battono per una città migliore (e la pace nel mondo).
Quali sono i miei sogni 2008 per Genova e i miei pensieri liguri? Vorrei, come Alberto, un rilancio della cultura scientifica e degli enti di ricerca. Ci sono tutti i presupposti. Voglio chiudere un anno e iniziarne uno nuovo con un grazie alle persone che più hanno contribuito a un 2007 di costruzione e ottimismo. Dopo la famiglia, i miei figli Thomas e Silvia, ce ne sono così tante che temo di fare qualche torto.
Innanzi tutto, ovviamente, la Multimedica, che mi ha offerto la responsabilità della Ricerca Oncologica, e i miei ricercatori, l' (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), a cui sono grata e devota, una grande risorsa per la ricerca oncologica italiana. Ma anche il CBA il suo presidente, e staff, che quando ho lasciato l'IST mi hanno proposto una seconda opportunità genovese; la regione, col progetto CIPE, e la Compagnia di san Paolo che credono in noi e sostengono i nostri studi.

Grazie al CBA, alla regione Liguria e alla Compagnia di San Paolo, non ho interrotto l'attività di ricerca a Genova e ho un laboratorio alle Biotecnologie, convenzionato con la mia "casa madre" milanese, che si occupa di biologia vascolare e di targeting, studiamo come "soffocare" i tumori e come usare le nanoparticelle in terapia.
Il 2 gennaio hanno iniziato a fare ricerca in questa realtà che amo molto: Agostina, che ha fatto esperienza di ricerca e vita in Africa, Alessandro, patologo generale, a cui a febbraio si unirà Luisa, che ha lavorato in USA e ora è tornata in Italia, Paola, con cui collaboro da molti anni, e Girieca, che da pochi mesi ha sposato un altro mio giovane scienziato, Nicola: la maggior sicurezza scientifica mia consente a loro progetti a più lungo termine e quindi un matrimonio e un appartamento. Con uno stipendio si può permettersi il lusso di non essere bamboccioni.
Non dimentico gli amici dell'IST, grande istituto nonostante le difficoltà: con molti collaboro e abbiamo realizzato delle scoperte assieme: ad esempio che estratti della birra e oli essenziali delle bucce di arancia possono prevenire i tumori.

Sono anche grata al , a Simona e Marcello, i Direttori dell'Associazione Culturale, amici veri con cui ho sempre potuto parlare e consultarmi, che mi hanno consentito di coordinare un gruppo di Ricerca Scientifica e tecnologica, e naturalmente il gruppo stesso, che mi ha fatto sentire sempre a casa nella Liguria scientifica. Tra loro ringrazio proprio Alberto, che mantiene vivo il dibattito dalla pagine di mentelocale e su diversi forum. I suoi occhi guardano Genova e l'Italia attraverso il microscopio della vita, senza lenti rosa e con obiettività.
Un pensiero agli amici giornalisti che portano testimonianze, inchieste, riflessioni per amore dell'informazione e della giustizia: Alessandro, e poi Alessandra e Guido, Miriana, Giovanna, e molti altri cari al mio cuore.

Siamo il paese più pessimista come dice il New York Times? Dobbiamo trasmettere ai giovani ottimismo, fiducia, confidenza in se stessi. La scuola italiana è rimasta indietro, non si è adeguata e non dà ai nostri ragazzi una cultura e una formazione che seguano i tempi. Non c'è tempo da perdere.
Speriamo in una nuova coscienza politica, il PD si muove ancora un po', scoordinato nelle sue anime diverse unite nella lotta, e rischia di sorprendere anche chi, come la sottoscritta, lo ha sostenuto.
Guardiamo al 2008 di elezioni presidenziali americane, con il sogno della fine di tutte le guerre, razzismi e intolleranze. L'Italia deve essere un riferimento solito e finirla con contraddizioni e polemiche, persino sulla scelta del sistema elettorale.

Bella, per me, nel 2007, anche l'elezione di un sindaco democratico e donna, Marta Vincenzi. Ho potuto realizzare con coinvolgimento grande l'esperienza di una campagna elettorale per una Genova nuova: abbiamo bisogno che l'innovazione vada avanti e nasca la città digitale. Infine per il 2007 e prima ringrazio tanto tanto mentelocale: informazione, cultura, ironia, amicizia, forum multimediale: microscopio di una Genova irrequieta e viva, e la sua Capa, impareggiabile Laura.

La scoperta scientifica 2007 che mi sembra più simpatica da citare? Ho un vecchio amico che ogni tanto mi dice «Meglio avere rimorsi che rimpianti». Ora si scopre che i rimpianti fanno davvero male, proprio fisicamente. Soprattutto il rimpianto delle cose che non si sono fatte (come riportato da Repubblica il 4 gennaio 2008). Quando si compie una scelta non bisogna guardarsi indietro e pensare «e se fosse andata in un altro modo?».
Mi sono innamorata di Milano, ma, pur senza rimpianti, trovo Genova sempre bellissima e accogliente anche se un po'... Superba. Su consiglio di Diaspro invio un sorriso una carezza e, più congeniale alla mia affettività, in sintonia con Claudia Priano, un forte abbraccio a tutti quelli che mi sono cari e con cui voglio condividere un grandissimo 2008.

Passata la Befana, anche noi streghe smettiamo di viaggiare sulla scopa e facciamo l'abbonamento al treno. Sperando che nel 2008 anche le ferrovie dello stato diventino più buone.
 
 
 
 
 
 
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