Propositi per il 2008: Anno Internazionale del pianeta Terra. Come sostiene
Carlin Petrini, gli anni internazionali' sono sempre segnali ambigui: mettono sotto l'attenzione un tema e insieme ne richiamano la sua debolezza. Infatti c'è l'anno internazionale della Donna, del Bambino ma non del Banchiere, del Petroliere o dell'Industriale. Per proteggere il pianeta Terra dovremo fare moltissime cose: innanzi tutto cambiando il modo di rapportarci con esso. A tale proposito le sensibilità stanno aumentando:
non è un caso l'assegnazione ad Al Gore del Premio Nobel per la Pace, per avere posto in primo piano il tema dei mutamenti climatici sulla Terra.
Un altro modo per difendere il nostro pianeta è praticare lo strumento della decrescita. In parole semplici depilandoci'. Non è una battuta, è semplicemente uscire dal mito del PIL, il Prodotto Interno Lordo, ovvero dal metro con cui si misura e giudica la ricchezza degli Stati. Tutti ormai constatiamo gli effetti negativi della crescita: saccheggio delle risorse, consumi esagerati con conseguente aumento dell'inquinamento, insieme alla povertà e allo sfruttamento.
Allora dePILiamoci'; sopravviviamo a questo tipo di sviluppo. Può apparire strano ma
il primo allarme sui pericoli del PIL fu lanciato da Robert Kennedy 40 anni fa. In un discorso tenuto all'Università del Kansas il 18 marzo 1968, Bob Kennedy disse: «Il Pil comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana. Contabilizza le serrature speciali per le porte delle nostre case e le prigioni per coloro che cercano di forzarle [...] Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini [...] Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere e l'onestà dei pubblici dipendenti [...] Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione né la devozione al Paese. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».
La decrescita si può praticare subito. Non servono parole per convincere chi non vuole ascoltare; servono fatti concreti. In un rapporto causa-effetto operare per la decrescita aiuta ad avere una vita più felice. Abbandonando i comportamenti consumistici, praticando la sobrietà, l'autoproduzione, l'uso degli scambi basati sul dono e la reciprocità, si possono innescare circoli virtuosi che daranno frutti immediati. I vantaggi sono di tutti e per questo saranno imitati, poiché sono gesti semplici, quotidiani; sono comportamenti che non richiedono sforzi, rinunce e sacrifici, ma solo buona volontà e consapevolezza.
Ecco allora un proposito per il 2008: iniziare a salvare la Terra. Un proposito grande costruito da piccole cose: i nostri comportamenti virtuosi che si chiamano convivialità, temperanza, sussidarietà, pratica del dono, solidarietà, volontariato.
Tutte queste cose sono piccoli passi per ridurre il PIL, riducendo le merci che invadono la nostra esistenza. Piccoli messaggi che insegnano che la ricchezza deriva dalla minore dipendenza dal mercato e sono la base di un nuovo stile di vita. Il vero povero è colui che non sa e non vuole produrre autonomamente niente: dal cibo, alla pulizia e manutenzione della casa, ad un giocattolo, ecc...