Tango a Buenos Ayres
29 ottobre 2007
I nostri hanno fatto ritorno a casa. Ho saputo che apprezzano molto i vari "bentornati" ricevuti ma - c'è sempre un ma - ho anche saputo che ne avrebbero fatto volentieri a meno. Intendiamoci, non che non abbiano piacere a rivedere parenti e amici, ma rivederli tra un altro po' di giorni non avrebbe cambiato il reciproco affetto. Di contro non è che abbiano tanto da lamentarsi: lo avrete notato anche voi, hanno scorazzato in lungo e in largo per un pezzo di Sudamerica, non potevano di certo rifare i diari della motocicletta anche perché - bontà vostra di averli sopportati - hanno già scritto in abbondanza.
Da parte mia, spero abbiate altrettanto apprezzato la scelta di seguirli passo dopo passo senza mai intromettermi. Confesso che mi sono fatto distrarre dalle bellezze del posto. Ora torneranno alle consuete faccende (Isabel ha già ripreso e, mentre scrivo, si trova in quel di Ancona), ma per chi si augura di non doverli leggere, beh, a tutti loro consiglio di buttare via il computer, perché penso che non passerà molto tempo e la vostra casella di posta sarà nuovamente invasa dai loro deliranti racconti.
La Voce Narrante
25 ottobre 2007
Come in ogni favole, anche in quelle più belle, c'è sempre un finale. Ultimo risveglio sudamericano, per questa volta s'intende, ed ultima giornata (sempre per questa volta) per le vie di questa splendida città che è Bs. As. Non voglio dilungarmi sulla Parigi sudequatoriale, non voglio farlo perché ripeterei concetti già espressi in altre occasioni. Sarebbe sufficiente raccontare lo sguardo ammirato di Virginia mentre in macchina attraversavamo la notte tra le avenide scintillanti. Nel pomeriggio pellegrinaggio alla Bombonera, il più mitico tra gli stadi che hanno fatto la storia del calcio, e l'inevitabile tuffo nella tristezza "tanghera" della Boca.
Che sarà anche (lo è, lo è) giungla turistica, ma che mantiene l'immenso fascino di chi rappresenta un mondo che in apparenza non c'è più, ma che nella realtà ha solamente cambiato rotte. È passato poco più di un secolo da quando i giovani di allora, quelli meno abbienti, lasciavano le povere campagne italiane per cercar fortuna dall'altra parte del mondo; alcuni ci sono riusciti ed hanno dato un'impronta a questo Paese, altri hanno continuato a tirare a campare, altri ancora sono tornati indietro più affamati di quando son partiti. Ricordarlo davanti al rumeno che disturba la nostra quiete non è semplice esercizio di umanità, più concettualmente diventa realismo, anche perché non credo che sia possibile fermare i flussi immigratori (a meno che non si dia credito a qualche pagliaccio che per biechi interessi specula sulle miserie dell'animo), tanto vale cercare di estrappolare il meglio (ed un meglio, così come un peggio, c'è sempre) da questo fenomeno.
Che poi chi commette reati debba essere punito è tutt'altro discorso e vale in modo identico tanto per i nativi, quanto per tutti gli altri. Capitolo chiuso - si fa per dire - anche perché è il momento di applaudire Bruce, il piccoletto, che si è esibito in un tango mozziafiato con una ballerina fisicamente discreta (discreta? Un fisico da urlo di Tarzan!) che prima lo ha invitato al ballo e in seguito è letteralmente impazzita sotto la sua sapiente guida. Peccato che avesse un fidanzato che di Tarzan aveva il fisico, e peccato che le due sangrie ingerite abbiano forse un po' amplificato il giudizio sull'intera vicenda. Tra l'altro Isabel vigilava come e forse più dello sceriffo in sfida all'O Corral; chissà poi perché, visto che è stata lei a spedirmi sul palco improvvisato.
Come sempre un ringraziamento ad Ana, Osvaldo ed alla piccola Lucia, che ci permettono di vivere Bs. As. nel miglior modo possibile. Disponibili e partecipativi, si adeguano alle nostre esigenze di turisti alle ultime ore; tutto ciò nonostante Ana ieri non stesse troppo bene. Neanche Lucia stava troppo bene, ma ci è è sembrato che la nostra presenza sia stata per la piccola una medicina dai poteri magici. Ma questa è la grande forza dei piccoli. La cena a Puerto Madero e un caffe al mitico Tortoni hanno suggellato la nostra ultima serata ed ora, con tanta malinconia, ma anche con la voglia di rivedere i nostri affetti, ci apprestiamo a goderci le ultime ore di questo viaggio di nozze atipico.
A presto,
Isabel, Virginia e Bruce
Continua, tranquilli, solo per l'epilogo
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