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Oggi sono saltato sulla Speed Boat diretta a Thouladoo per portare Yuki Oyo all'ospedale per un controllo ad una ferita da medusa (o corallo?) che si è procurata l'altro ieri in un'immersione a 12 metri di profondità. Il primo soccorso, da manuale, è stato dato dallo staff dell'Ocean Pro: aceto sulla parte colpita, che l'aceto contiene acido acetico, appunto, che essendo un blando acido disinnesca le cnidocisti, le cellule urticanti con le quali le meduse e i coralli in genere cacciano il plancton e si difendono. Fin qui tutto bene.
Ma oggi sono spuntate le prime vesciche, soprattutto sulla caviglia. Dato che due o tre erano belle grosse hanno pensato bene di spedirla a fare un controllo dal medico Indiano.
Si arriva all'ospedale volando al tramonto fino al pontile di questa isola di pescatori all'estremità Sud dell'atollo di Baa. Sulla spiaggia i pescatori spartiscono il pescato della giornata in un mercato nemmeno troppo improvvisato. Senza banchi certo, la sabbia è il tappeto ideale per i tonnetti che nel frattempo vengono puliti, sviscerati, risciacquati in mare e contrattati da un "venditore" che urla cifre, stock e osanna la qualità di questo pesce fresco come il mare.
Il medico indiano - sorriso piacione con le infermiere giovani e carine - visita Yuki in 4 minuti e passa all'azione con una pulizia con disinfettante e iniezione tramite flebo di una soluzione a base di antibiotici. Nel frattempo ne approfitto per guardarmi un po' in giro.
L'ospedale è una bassa costruzione che si presenta subito all'ingresso del villaggio. Fino alla settimana scorsa era circondata da rare piante di mangrovia che spuntavano dal terreno corallino, ora c'è un muretto alto un metro e venti fatto di mattoni di sabbia e cemento. C'è pure un'ambulanza... Ma a che serve su un'isola dove la casa più lontana è a meno di 600 metri?
Il muro di cui sopra circonda la proprietà chiudendo anche il passaggio che fino all'altro ieri collegava l'unica farmacia dell'isola/villaggio all'ospedale.
La farmacia è vitale per l'ospedale, lo rifornisce di tutto il necessario, non possedendo questo nemmeno le garze tra un po'...
Funziona così: il medico fa la diagnosi e prescrive le medicine; poi qualche anima pia se ne va in farmacia dall'uscita posteriore attraversando circa 20 metri di sabbia sotto il sole, prende il suo sacchetto e torna in 30 secondi.
La farmacia è un forno: ci sono almeno 5 gradi di differenza tra fuori e dentro. L'altra sera c'erano meno di 30 gradi fuori, quasi fresco; dentro dopo 12 secondi già sudavo come una lumaca. Altro che frigo per gli antibiotici, o per gli sciroppi, tutto è sottoposto alla prova calore.
Vabbè.
Rimaniamo all'ospedale per quasi 4 ore, dopo due lavaggi e due flebo la paziente viene dimessa con la promessa di tornare il giorno dopo per un'ulteriore flebo di antibiotici. Morale della favola: se siete maldiviani non fatevi pungere da una medusa. Spesa totale poco meno di 60 dollari, ma solo per questa volta. Se mettiamo in conto che si è trattato di un semplice lavaggio e un po' di antibiotici viene da ridere. E pensare che le infermiere guadagnano meno di 200 dollari al mese. Se capita a loro che fanno?
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