Avevo lasciato Bruno Morchio - scrittore genovese, autore della saga che ha come protagonista l'investigatore Bacci Pagano - che mi raccontava di un libro pieno di luci e colori, con il Bacci di sempre, le indagini, le pistolettate, le sue solite beghe famigliari. Ma in fondo
Con la morte non si tratta era un grande tributo a una terra amata e da amare, la Sardegna. Ed era anche la prima volta che l'investigatore Pagano usciva dai caruggi. Oggi ho tra le mani
Le cose che non ti ho detto (Garzanti), l'ultima fatica di Bacci Pagano (e di Bruno), da poco uscito in libreria. È tutto il contrario del precedente, niente più panorami mozzafiato, bagni e grigliate:
una storia proiettata verso l'interno, votata all'introspezione, in cui i personaggi sono destinati a fare i conti con il proprio passato e con la storia. Se
Con la morte non si tratta era un'ode alle bellezze Mediterranee,
Le cose che non ti ho detto è un omaggio alla psicanalisi. Non a caso, come
scrive anche Francesca Baroncelli, questo romanzo è stato forse più faticoso degli altri: «mi ha distrutto - sono parole dell'autore - penso che per un bel po' non scriverò». Tranquilli, fortunatamente si è ripreso in fretta.
Le verità dei fatti e le verità sepolte nel fondo dell'anima: la nuova indagine di Bacci Pagano. Questo il sottotitolo del libro. Bruno, psicologo di mestiere, conosce bene il mondo delle verità dell'anima. Da un soggetto in qualche modo intimo all'autore nasce un libro intenso, in cui come sempre i personaggi sono analizzati nei minimi particolari, scandagliati nelle attitudini, nei sentimenti e nelle debolezze. Difficile non riconoscersi in qualcuno di questi. Il salto di qualità rispetto agli altri romanzi della serie è tangibile.
In
Le cose che non ti ho detto è un pretesto per porre una riflessione sulla società contemporanea. Morchio ha detto: "se c'è una cosa che mi lega al suo investigatore, questa è la difficoltà di accettare il terzo millennio". Ovvero la crisi dei valori che li hanno cresciuti, compresa la psicanalisi. La ricerca della verità oggi non interessa più, è svenduta, data in pasto al mercato, sostituita da farmaci comodi, rapidi, efficaci.
La polizia sta all'investigazione come la psichiatria alla psicanalisi, dice a un certo punto Bacci. Ecco il legame tra due metodi che fanno della verità un punto fermo (investigazione e psicanalisi) e altri due che risolvono le pratiche molto più sbrigativamente. Oggi, è chiaro, queste ultime vanno per la maggiore. C'è, insomma, un accento - neanche troppo celato - di malinconia, disorientamento, disillusione: l'epoca dei sogni è finita e al suo posto non è arrivato nulla, anzi, possibilmente incubi.