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Ecco che mi trovo, a questo punto, in mezzo ad una tradizione vecchia di millenni che lascia le persone che la praticano prostrate o letteralmente stravolte a fine mese. Nulla di diverso con le nostre quaresime o le processioni dei battenti in Calabria e degli incappucciati per la Semana Santa in Spagna. Per loro però è anche, evidentemente, un mese in cui i rapporti sociali vengono rinnovati e rinforzati.
Cenano o, come dicono qui, fanno la prima colazione alle 19.10. Sono momenti comunitari, mangiano tutti insieme. E basta. I maldiviani mangiano e basta. Sono stato questa sera nella staff area, a cercare di vedere che succede in questa ora dove l'isola diventa deserta e i musulmani si ritrovano tutti insieme di fronte alla Junior Cantine - il ristorante povero del resort - nel quale la base della piramide sociale del luogo si trova per cibarsi.
Questa sera, come per tutto il mese del Ramadan, alle 19.10 saranno tutti lì.
Si inizia con l'immancabile pollo al curry e riso, piatto ultranazionale che valica i confini e arriva fino al Nepal. Bocconcini di pesce al forno con guazzetto di cipolla gratinata e immancabili 3900 Chapatti, pane non fermentato cotto alla piastra. Homelette a go go, datteri morbidissimi e succhi di frutta in cartone, anche se il più gettonato è un succo fatto con acqua e anguria sminuzzata e una buona aggiunta di zucchero. Se non fosse che la maggior parte di loro consuma energia a forza di andare di qua e di là nell'isola svilupperebbero una resistenza all'insulina in 45 ore visto tutto lo zucchero che mangiano.
Mi sono seduto con Kamal il nostro cameriere, quella della parte del ristorante per gli ospiti, oggi era in buona, mi ha sorriso due volte. Generalmente comunica con un rantolo della gola: è incazzato nero perché suo figlio ha già due mesi e lui non l'ha visto mai. A dir la verità nemmeno il pancione della moglie ha visto, è partito che lei era di due mesi. Per la cronaca: Kamal è Bangladeshi.
Insomma, ingurgitano più cibo che possono. Come biasimarli dopo 13 ore di digiuno? Poi pranzano alle 2 di notte e, successivamente, cenano verso le 6. Poco prima dell'alba...
Molti di loro tra la colazione e il pranzo non dormono e fanno tutto quello che abitualmente non farebbero mai: giocare a pallavolo (infatti c'è il torneo dei reparti), giochi di società e vari altri intrattenimenti. Dormono pochissimo la notte.
Le giornate, chiaramente, si passano cercando di spendere meno energie possibile.
Non mi sono mai trovato a mio agio con le pratiche religiose che coinvolgono una massa enorme di persone. Per partito preso e forse per essere un controcorrentista ad eternum, aborro tutto quello che fanno i più. O come diceva Moretti sulla sua Vespetta: «mi troverò sempre più a mio agio con i meno di questa società», mentre il conoscente a bordo di una rombante supercar gli rispondeva sgommando: «Auguri...».
Comunque ammetto la mia totale ignoranza sull'argomento. Qualche anno fa comprai due libri sulla bancarella di fronte al cinema porno di Via San Vincenzo - Storia delle religioni e Religioni Moderne. Come altre decine di volumi che ho comprato, aspettano ancora di essere letti. Alla prossima vacanza di sei mesi me li metterò in valigia; forse troverò altre risposte alle frequenti domande. Forse.
Nel frattempo seguo con curiosità i destini delle panze maldiviane e non solo.
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