Realtà, fantascienza o spettacolo? Di questo si discute dopo che un
team di scienziati, sotto la guida del premio Nobel
Hamilton Smith e finanziato da
Craig Venter, il manager già famoso per aver fatto sequenziare il genoma umano (in gara con Collins), ha costruito in laboratorio
un cromosoma "sintetico" che contiene 381 geni per un totale di 580.000 coppie di "basi" di DNA. Si tratta di un cromosoma quasi identico, se non per alcuni geni, a quello di un parassita, il
Mycoplasma genitalium, che nella versione
home made (anzi
lab made) si chiama
Mycoplasma Laboratorium.
Di cosa stiamo parlando? Il materiale genetico dell'uomo e delle specie viventi evolute è organizzato in cromosomi, strutture che si potrebbero paragonare a dei rocchetti su cui il filo del DNA, altrimenti lunghissimo, è avvolto, con l'aiuto di proteine specifiche, per risparmiare spazio; da questi il DNA è "srotolato" quando serve.
Nell'uomo si hanno 23 coppie di cromosomi, di cui 22 sono cromosomi omologhi (cioè simili) - detti anche
autosomi - ed una coppia di cromosomi diversi, i cromosomi sessuali, l'X e l'Y.
Il cromosoma artificiale di Venter, una volta creato, è stato trasferito in una cellula per vedere se è in grado di replicare come avviene per i cromosomi naturali quando la cellula si divide.
In realtà è sbagliato parlare di "forma di vita sintetica" come hanno fatto quasi tutti i giornali. Il cromosoma non vive: è solo una complessa struttura genica che ospita lunghi filamenti di DNA avvolti a proteine; di per sé, se manca l'ospite, non ha alcune capacità di replicare.
Non è neanche vero che l'impresa di Venter e colleghi costituisca la prima creazione di vita artificiale, in quanto è da molti anni che noi scienziati siamo in grado di sintetizzare virus modificati, ovvero piccole particelle vitali. I batteri mutano continuamente da soli le proprie caratteristiche genetiche utilizzando le strutture genetiche dette "plasmidi". È così, ad esempio, che acquisiscono la resistenza agli antibiotici. Sappiamo ingegnerizzare plasmidi da vent'anni. Inoltre si è in grado di costruire cromosomi artificiali di batteri, detti BAC, per uso sperimentale.
La novità della scoperta, dunque, non è nel DNA sintetico, né nella manipolazione genetica, né nella creazione di una "vita in provetta", ma consiste soprattutto nel fatto di essere stati in grado di ricostruire un sistema così complesso come un cromosoma di media grandezza come contenuto di geni (ovvero più piccolo del cromosoma X e più grande dell'Y).
I dettagli della scoperta non sono ancora noti in termini scientifici in quanto Venter, essendo un
imprenditore non li ha resi noti in una pubblicazione su rivista specializzata ma in un'intervista al Guardian a cui seguirà una
conferenza stampa forse al congresso del suo istituto che inizia oggi, Presso il
Paradise Point Resort & Spa, a San Diego, in California, e intitolato
Genomes, Medicine, and the Environment 2007.
Se si confermerà la capacità di creare cromosomi, pezzo per pezzo, e farli dividere e riprodursi da soli con l'aiuto di un ospite cellulare, si potranno ottenere cellule con proprietà nuove. Per quanto inquietante, ciò può portare
un grande contributo, ad esempio nuovi farmaci, energie alternative, ma anche la possibilità di ricreare cromosomi "danneggiati" in caso di tumori, soprattutto le leucemie dove le "traslocazioni", ovvero un riarrangiamento difettoso del cromosoma, sono la causa della malattia.
In attesa di conferme commento solo che è un peccato (questo sì, è un peccato) che la scienza diventi sempre più patrimonio dei manager più che dell'umanità.