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Oggi ho pianto un po'.
Per la fedeltà dell'amicizia di Hassam, per il coraggio di Baba di fronte al russo, per l'affetto di Rahim Kham, per la redenzione dalle sue colpe di Amir, per lo stato dell'Afganistan, rappresentante di molte altre terribili realtà. E forse ho pianto un po' anche per me, per come sono e per come vorrei essere, per mio padre, per il nostro futuro, e per chissa per quante altre cose.
Mi piace pensare che ad ogni lacrima che mi solca il viso io diventi una persona più buona, migliore ad ogni sniffata di naso moccioloso, più consapevole di tutto ad ogni respiro bloccato da un singhiozzo. È un pianto di gioia e disperazione, la prima per la fortuna di poter ancora rimediare e avere la possibilità di farlo. Di disperazione per le cose che continuano a capitare sempre e sempre, la razza bastarda dell'uomo non cambierà mai.
Un libro su eventi che hanno cambiato tante vite, molte in modo disperatamente plateale ma molte di più in silenzio, facendosi dimenticare da chi ha altro a cui pensare e da chi vive in realtà dove le parola guerra e terrore compaiono solo sui libri e sulle prime pagine dei giornali.
Grazie Giuliano per questo bel libro - Il cacciatore di acquiloni di Khaled Hosseini - che fa pensare, come sempre, a tante cose: al passato e soprattutto al futuro e per questo lascia comunque una bella speranza, un sorriso è solo l'inizio, o come dice Amir: «la primavera scioglie i fiocchi di neve uno a uno, poi lentamente arrivano i fiori e magari gli aquiloni».
Alberto a quest'ora sarà sulle spine per il nuovo anno di scuola appena iniziato. Bello essere lì a vederlo che si allontana con la cartella verso la classe, e sentire all'uscita le impressioni sull'essere un po' più vecchio, che i 'primini' gli saranno sembrati dei bambocci. Essere, come dici tu, un padre dimezzato, diviso tra i doveri del lavoro settimanale lontano da casa e le infinite gioie quando torni nei week-end, forse limita il vostro rapporto, ma da parte mia ho visto una bella intesa, fatta di gesti complici e simpatici come il cappellino tagliato allo stesso modo e la vostra camminata sotto il sole come due vecchi soci di scorribande.
È stata una gioia sentir Alberto cantare attraverso il boccaglio, vederlo senza nessun tipo di timore mentre saltavamo nel blu di fronte all'isola dei pesci pagliaccio, accompagnarci a vicenda verso squaletti innoqui che saranno i prossimi signori del reef. Hai ragione quando dici che Albi ride con la bocca, con gli occhi e con il cuore. Cosa che cerco di non scordami mai. Non esiste ricordo migliore di un sorriso quando fuori piove e dentro è già tutto bagnato.
Salutamelo e salutati.
Qui il tempo ormai passa veloce, poche settimane e riassaporerò l'odore e i colori dell'autunno di casa. Ha incominciato a piovere degnamente, forse, finalmente, la vera stagione delle pioggie è arrivata.
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