Quattro chiacchiere con Robert Cailliau, che insieme a Tim Berners Lee può fregiarsi della qualifica di "papà del Web" (e alla domanda «Dove va il Web?», risponde «E chi lo sa?», proprio come un qualsiasi padre di adolescente) e le gigantesche ruote acchiappamuoni del progetto Atlas: fra questi due estremi della Scienza - l'applicazione geniale entrata nella quotidianità e i tentativi di rispondere alle domande sull'origine dell'Universo - si è svolta giovedì 27 settembre 2007 la conferenza di presentazione della quinta edizione del Festival della Scienza.
Sede dell'evento, il a Ginevra, uno dei topòi mitici del mondo scientifico, ma di grande fascino anche per i profani. Lì prenderà avvio fra qualche mese, dopo i lunghissimi tempi necessari per realizzare la struttura, il progetto LHC (Large Hadron Collider) - il più grande progetto attualmente in corso nel mondo - a cui appartengono le gigantesche ruote di cui sopra. Che, in realtà, sono solo una fra le tante e complessissime strutture necessarie a fornire e a indirizzare una quantità di energia pari a quella che c'era l'Universo un decimo di secondo dopo il Big Bang. Questa impressionante quantità di energia è il mezzo per raggiungere lo scopo più noto del progetto, la dimostrazione dell'esistenza dell'ormai famoso , il nodo non ancora suffragato da evidenze sperimentali, del Modello Standard, la teoria che spiega com'è fatto l'Universo.
«Il completamento, a breve, dell'impianto» spiega con molta passione Fabiola Gianotti, responsabile del rivelatore Atlas, «dovrebbe fornire nel giro di due anni la prova conclusiva delle teorie che oggi sono note con il nome di Modello Standard. Se il bosone di Higgs non è solo un'ipotesi che fa quadrare tutti i ragionamenti, ma una realtà, lo sapremo senza più alcun dubbio. Altrimenti» conclude con nonchalance, «bisognerà rivedere tutta la teoria e formulare altre ipotesi». Messa così, anche questa Scienza - così lontana e impressionante per noi comuni mortali - sembra un gioco: definirla "folle scommessa" sarebbe ingeneroso, chè lungo la via per arrivare a un risultato si raggiungono quegli obiettivi secondari che spesso cambiano la nostra vita, tuttavia sempre di scommessa si tratta. Molte fra le ricerche e le loro applicazioni esprimono prima di tutto, la fascinazione del gioco: che, come si sa, è cosa serissima. Proprio questa felice intuizione è la base del Festival della Scienza che si svolge nella nostra città e che di anno in anno si arricchisce di iniziative, collaborazioni, idee e persone. Tema dell'edizione di quest'anno sarà la Curiosità: «Questo è anche l'anno delle Pari Opportunità» sottolinea sorridendo Manuela Arata, organizzatrice del Festival insieme a Vittorio Bo, «e si dice che la curiosità sia femmina. Si dice anche "curioso come una scimmia", come sottolinea l'immagine grafica di questa edizione, e ad aprire il Festival sarà , la scienziata che ha dedicato la vita allo studio degli scimpanzè, che coniuga tutti questi elementi».
La sarà il 25 ottobre, alle 18.00, a Palazzo Ducale, ma fin dal mattino dello stesso giorno la città sarà costellata di eventi, laboratori, mostre, workshop: sono infatti più di 400 le iniziative messe in moto quest'anno dal Festival e dai suoi numerosi sponsor. L'obiettivo di questa grande mobilitazione, che in vari modi coinvolge tutta la città, è quello di superare - anche in modo molto pratico, sperimentale appunto - quella confusione tra informazione e conoscenza che, come ha sottolineato Vittorio Bo, va facendosi sempre più rischiosa. Riferendosi al Web, l'organizzatore del Festival ha infatti messo in rilievo come la grande disponibilità di fonti di informazione resa possibile da Internet non sia necessariamente una forma di conoscenza, anche se è ovviamente uno degli strumenti più attuali e compositi per raggiungere una più completa comprensione delle cose. La curiosità che spinge molti fra noi internauti ad aprire pagine web anche quando riguardano argomenti a noi ignoti troverà quindi nel Festival applicazioni meno virtuali, dalla ricostruzione di un'esplosione vulcanica alla fabbricazione alla birra, dalla vita in una grotta preistorica alla costruzione di un robot, passando per i grandi temi come l'energia e il riscaldamento del pianeta.
Il programma è davvero troppo vasto per essere riportato qui, ma grazie a una nuova funzione (che sarà
operativa tra breve) del del Festival, i visitatori potranno anche costruire un proprio programma personalizzato, in modo da ottenere il massimo risultato da una giornata di visita.
Infine, gli eventi del Festival potranno essere seguiti attraverso che si alterneranno per riportare "in tempo reale" gli eventi e i retroscena, a cominciare dai post già inseriti, che raccontano la gita a Ginevra.