Se siete di Genova e avete un minimo di confidenza con la
nightlife cittadina dovreste almeno aver sentito parlare del
Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda di via Bertani. Un centro sociale, e quindi per tradizione legato a un determinato tipo di suoni e di generi: ma al tempo stesso, grazie all'ampiezza di vedute di chi lo gestisce, anche il quartier generale del collettivo
Disorder Drama, da anni attivo nella promozione dei migliori musicisti locali (e non) di area alternativo/indipendente. Dalla collaborazione fra queste due realtà ha preso il via, pochi mesi fa,
L.S.O.A Buridda: progetto discografico che si prospetta ambizioso nella forma (una "miniserie" di compilation di cui la seconda è già in lavorazione), nei contenuti (brani editi e inediti dei migliori gruppi passati dal locale negli anni) e negli intenti (promuovere la scena cittadina e l'attività del laboratorio sensibilizzando in merito pubblico e addetti ai lavori).
Almeno per quanto riguarda questo primo volume risulta difficile contestare qualcosa: come accade in ogni compilation ci sono momenti migliori di altri, ma il raggio di suoni e influenze qui contemplato è talmente ampio che sta ai gusti dell'ascoltatore decidere quali siano i picchi. Per chi scrive, e senza nulla togliere al resto del programma (uno squadrone eccellente che è una gioia vedere riunito), a piacere sono tanto il post-rock nudo e crudo dei
Dresda (con l'ottima
My Funny Valentine, erroneamente riportata come
John Wayne Shot Me) quanto quello più
prog-friendly degli
Hermitage, la cui
Glass è definitivamente uno dei pezzi dell'anno. Bene anche il suono riot spinto dalle
Starfish di
Shahidki mentre non inganni il titolo proposto dai bravi indie-rockers
Adele: i ragazzi, già caldi in vista del prossimo
Rural Indie Camp, hanno ribattezzato
Rosso Attesa una quasi omonima traccia già sentita sul loro EP.
Niente da dire su
Cut Of Mica: l'atterraggio meritatissimo su
Green Fog, un album convinto e convincente come
Finally It's Friday e i loro live-set sempre più apprezzati sono fatti che parlano da soli. Non stupisce che la loro
Writing Is A Kind Of Sophisticated Silence sia chiamata ad aprire il cd. Unica alternativa possibile, nell'ambito
first track, sarebbe stata la
GRMX firmata dagli alfieri del
do-it-yourself Cartavetro e già sentita su quel
Bruxia uscito online per
Anomolo Records: la si ritrova comunque più avanti, e al solito con piacere.
La tripletta dei sogni per il sottoscritto rimane tuttavia quella, totalmente inedita, introdotta da
Fabio Zuffanti (che omaggia il locale con la title-track
Buridda!, versione ridotta di quella sentita, ammirata e venerata all'ultimo Festival delle Periferie) e chiusa dalla
Cluster Of Bees di
Japanese Gum: un duo, quest'ultimo, che rispetto all'uscita per Marsiglia di qualche mese fa sta già dimostrando una crescita notevole. Nel mezzo si incastrano gli sperimentalismi di
Fango Alle Caviglie, nuova creazione degli outsider della scena St.Ride.
L.S.O.A. Buridda Vol.1 la trovate nei negozi di dischi di Genova. Oppure, ancora meglio, all'interno del locale stesso, da comprarsi tra un concerto e l'altro. Il prezzo, popolarissimo, è di 5 Eu: pochi e utili per comprendere quanto di buono ha da offrire l'underground genovese. È un pulsare sotterraneo, appunto; che tuttavia, forte della sua qualità, ambisce a rimbombare fino in superficie.