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Cultura

Una ricercatrice per il PD

 
La politica fa parte anche della vita di chi si occupa di scienza. Adriana Albini aderisce al Partito Democratico. E sostiene Enrico Letta
 
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05 settembre 2007
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di
Adriana
Albini
   
I luoghi della scienza non sono torri d'avorio dove si è isolati dalla realtà e ci si aggira solo tra provette e alambicchi. Almeno, non è più così. La politica fa parte della nostra vita di professionisti e di creativi. La parola d'ordine del ricercatore, in tutti i campi è innovazione, e questa si realizza in un contesto europeo ed internazionale. La sottoscritta fa parte di un gruppo italiano di innovatori europei che si confronta oltre che di persona anche in rete e per e-mail e che ha consentito di creare contatti e circolazione di idee secondo le nuove modalità comunicative: il web e le e-mail. Attraverso questa rete mi sono sentita coinvolta in prima persona nella costruzione di una realtà, del partito nuovo che da tempo auspico, il Partito Democratico.
Negli ultimi vent'anni ci sono stati cambiamenti epocali nella nostra società ed era tempo di prenderne atto. Il PD, da sogno e progetto condiviso da molti, diventa realtà. Nel mio processo di adesione al PD, anche attraverso l'appartenenza all'Associazione Ligure per il Partito Democratico, ho salutato con grande interesse la candidatura di Enrico Letta.

Queste "primarie" ormai vicinissime non rappresentano, secondo me, una battaglia per la conquista di una segreteria nazionale, ma un'occasione unica di partecipazione, e pluralità, di fusione "non fredda" di idee e progettualità.
Condivido ciò che Letta dichiara alla Stampa (concetti che in Liguria hanno espresso anche Lorenzo Basso, Stefano Zara e molti altri oggi in conferenza stampa). Il "rifiuto della logica personalistica; per la costruzione di un partito delle autonomie, non centralista, improntato al rispetto del principio della sussidiarietà, con segretari regionali scelti dai democratici dei singoli territori e non decisi a Roma; per la prevalenza del modello orizzontale (il Wiki-PD)". Molti di noi della "società civile", ovvero persone che lavorano in campi e professioni diversi per contribuire al progresso e al benessere del nostro paese, ci riconosciamo in Enrico Letta per il suo modo di proporre il PD. Apprezzo anche la via informatica. A me, ricercatrice e tecnologa, piace anche l'idea del Wiki-PD, un partito costruito come Wikipedia.

Ognuno porta il suo contributo "dal basso", che va ovviamente verificato. Così è anche la scienza: ciascuno reca un suo tassello che viene validato dalla comunità. La pubblicazione scientifica, la scoperta, viene messa al vaglio della società. Anche i PiDini (ma ci chiameremo così?) che sostengono Letta vorrebbero "una verifica periodica dei gradi di consenso per la scelta dei candidati e rifiuto della cooptazione che continua a imperare, complice anche la legge elettorale". Liste bloccate, contributo di 5 euro, tempi stretti per la scelta dei segretari regionali e della costruzione delle liste: sono molte le barriere discusse da Enrico Letta (e anche da APD Liguria, ieri in assemblea) che in qualche modo rendono difficile la costruzione dalla base che si auspica.

L'adesione è anche quella ai temi di Libertà, Natalità, Mobilità, tra i quali mi è caro in particolare quello della natalità. Ho desiderato i figli nonostante avessi una professione che richiedeva lunghe ore in laboratorio e al microscopio, che comportava sacrifici, tempi lunghi per avere un posto, soggiorni all'estero. I figli sono la parte più importante della mia vita e non avrei voluto dover rinunciare a questa armonia della natura che ci vede partecipi della continuità del genere umano. In laboratorio ho molti giovani con me, da sempre ho "allevato" generazioni di giovani ricercatori e desidero che anche loro possano realizzare una vita completa: professione, tempo libero e famiglia. Vorrei che si sostenessero lavoro e welfare attraverso leggi, decreti, accordi costruiti tenendo i piedi per terra: di molti politici non amo i voli pindarici e i sogni, quando spesso non ci sono le condizioni per addormentarsi tranquilli!
Come scienziata, infine, non posso non essere attratta da un Festival delle idee - l'incontro che si terrà a Piacenza il 14 e 15 settembre per costruire un'idea di PD in vari dibattiti tematici. Abbiamo innumerevoli festival in Italia: scienza, mente, matematica, filosofia, cinema, letteratura, birra e quant'altro. Un festival delle idee è totalmente trasversale.

Se il partito è nuovo dobbiamo provare a essere tutti un po' post-ideologici. Mescoliamoci tra persone che provengono da idee diverse, portando dietro il bagaglio del passato, ma che sia possibilmente leggero, uno zainetto diciamo, e pronti ad aprire al futuro. Partito nuovo perchè giovane, certo, e un quarantunenne sembra poter portare più di altri quel vento di cambiamento, ma nuovo anche perché coraggioso, desideroso di non riproporre vecchi schemi.
Vedo queste elezioni, anche a livello regionale, lo strumento per costruire un partito e non per eleggere un leader; ad esempio in Liguria aderiamo alla candidatura di Mario Tullo, spontanea, senza ticket e ulivista; ho carissimi amici che sostengono a livello nazionale leader diversi e con loro voglio continuare a sentirmi una famiglia, una grande famiglia democratica.

Infine vorrei introdurre qualche parola chiave che sento mia e che la sinistra talvolta teme a esprimere: "sviluppo sostenibile, sicurezza, merito, rigore, verifica", oltre alle più ovvie "democrazia, libertà, partecipazione".
Come ricercatrice, infine, auspico da Enrico Letta l'impegno, già dimostrato in passato, a difendere la ricerca scientifica, la tecnologia, la sanità che pur subendo continui tagli è in Italia tra le migliori del mondo, regole e tutele per il lavoro flessibile, la possibilità per i più giovani di realizzarsi professionalmente e di realizzare il programma di libertà e natalità che portiamo avanti.
 
 
 
 
 
 
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