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Stamattina ho accompagnato alla piattaforma Paulo e Patricia, coppia di neo sposini portoghesi di Porto. Super teneri e amichevoli, ci siamo salutati con un grande abbraccio. C'era anche Charlotte, medico inglese che ha deciso per un last minute dopo l'ennesima operazione di cataratta agli occhi di qualche paziente. Con lei ieri abbiamo esplorato una parte nuova dell'house reef passando mano nella mano il frangente un po' tirando io e un po' spingendo lei. I 50 metri più veloci della mia vita tra un treno d'onde e l'altro prima di essere investiti da qualche migliaio di metri cubi di acqua che si frange sulla barriera. Ci ha accolto un bel esemplare di Black Tip Shark, squalo di barriera abitualmente innocuo. Ennesima partenza ed ennesimo ritorno fissando quell'idrovolante che scompare all'orizzonte verso l'alba.
Meno male che subito dopo mi sono unito al gruppo di esplorazione dell'Ocean Pro che stamattina cercava niente altro che la regina dei mari: Mantas. Quel culo allegro di Pascal, il base leader del diving center, andando su e giù in questi giorni da Malè in idrovolante, ha beccato un gruppo di mante tra l'isola di Thoulado e Coco Palm, proprio sopra i banchi di sabbia corallina. L'effetto scenico è garantito: un po' come vedere dei cavalli allo stato brado nelle grandi pianure americane. Solo che qui il background è azzurro turchese. Le mante, da adulte, possono raggiungere un'apertura alare di sette metri. Niente male.
Oggi c'è stato un contatto nella zona individuata dall'aereo. Io sono stato il primo a tuffarmi. Al primo segnale di movimento in acqua ero già pronto con lo snorkel in bocca. Salto, pinneggio e dopo 4 minuti la barca era già a 150 metri. Mi ritrovo solo in mezzo a quattro piccole del gruppo. Per piccole intendo tra un metro e mezzo e due metri di apertura.
Sono curiosissime e sono tornate due volte per vedere che cosa stavo facendo nel loro territorio, probabilmente quello dove vanno in cerca di cibo. L'acqua non era molto limpida, tanto particellato in sospensione, il che può voler dire molto placton e di consequenza probabilmente molto Krill, i piccoli gamberetti dei quali le Mante si nutrono. Sono filtratori come le balene del genere Misticeti o come i grandi squali balena ed elefante. Totalmente innocui.
Non potete immaginare come ci si possa sentire a nuotare con questi animali che nonostante la mole hanno una grazia infinita, virano alla velocità di un aereo da caccia ma con molta più fluidità e gentilezza. E poi ti passano vicine scrutandoti con quei grandi occhi.
Questa mattina, prima delle partenze, dalla mail di Libero ho mandato una letterina ad un professore di Genova che studia la barriera corallina per vedere se si può fare una ricerca insieme. Magari imparo qualche cosa.
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