|
Ci ho messo più del solito a svegliarmi questa mattina. Forse è per colpa della torta al cioccolato/albicocche secche/mardolato balocco che ieri sera mi hanno fatto trovare - per il mio compleanno - sul tavolo della cena quei cuorgentili dei ragazzi del front office. Wayan, Anne Marie, Yuky, Hamdam e Luky. Che detti così sembrano i nomi dei tifoni della costa indiana, ma che rappresentano la mia connection - o parte della mia oriental connection - che mi ha portato qui a cercare di capire l'est. Partendo da un resort 5 stelle. L'impresa sarebbe ardua anche partendo da una periferia di Delhi ma che ci volete fare, sono uno che ama le sfide.
Come conclusione di una giornata degnissima ho accompagnato Olivier e Azusa del Diving center per l'immersione notturna alla Mutafushi cave. Forse non vi ho ancora detto che nella mia corsa alle 60 immersioni per poter accedere al brevetto del Dive Master (passando per il Rescue) mi affianco a loro ogni volta che posso. Ultimamente posso sempre. Mi hanno dato una batteria che pesa 3 kg e due lampade subacquee: ora sono ufficialmente il ragazzo delle luci per i filmati naturalistici dell'Ocean Pro fatti da Azusa.
Mi diverto un sacco ad entrare letteralmente nella barriera corallina, anche perché a Zeus piace fare riprese macro. Per esempio, ieri sera saremo stati 7 minuti a riprendere un povero polpo che in tutti i modi cercava di rimanere mimetizzato. Unico inconveniente: consumo un sacco di aria. La prima volta con Anne ho dovuto fare la risalita e lo stop di sicurezza a 5 metri attaccato all'erogatore di emergenza di Anne. Sono arrivato in superficie ciucciando gli ultimi millimetri cubici di aria compressa. Ho dovuto gonfiare il giubbino con la bocca mentre nel buio pesto del mare indicavo la posizione alla barca con le luci. Zeus continuava a filmare un nudibranco che non voleva muoversi, una sorta di lumachina senza conchiglia dai super colori vivissimi.
Prima di immergerci eravamo coricati a prua a goderci il tramonto: poco vento, mare piatto e alcuni pesci volanti che sfrullavano in aria a pochi metri da noi. È stata una bella giornata coronata anche dalla mia prima scultura maldiviana. Non riesco a smettere nemmeno qui: ho come sempre recuperato un pezzo di legno che stavano per bruciare. Ma questa è un'altra storia.
|