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Oggi pomeriggio un gruppo variegato di 37 persone, me compreso, è partito alle 15.00, ora Coco, con destinazione Isola Royal, una sorta di fabbrica del turismo. Confronto con Coco Palm: Regina Coeli contro l'Asinara. L'occasione è il primissimo incontro di calcio tra le due squadre staff. Io mi sono autoinvitato, primo perché la mia coppia di turisti stava provando la solidità del baldacchino e, come al solito, non avevo nulla da fare; secondo, vuoi mettere vedere la realtà di un resort che si chiama Royal?
L'accoglienza è stata degna di Fantasy Island. Ve lo ricordate? È quel serial americano dove chiunque arrivava e aveva un sogno lo realizzava, accolto dal nanetto e dal super figo brizzolato che la sapeva lunga. Ecco, levate il nanetto e il super figo brizzolato, metteteci tre belle figliole sorridenti che vi porgono il tovagliolino profumato per rinfrescarvi dal lungo viaggio. Aggiungete 36 sbracati, che al posto del sorriso hanno un grugnito. E poi ci domandiamo perché fanno i matrimoni combinati: se hanno sempre questo approcio ti lascio sperare, minimo un sorriso di ricambio! Sembrava la ciurma della maledizione dei pirati al raggio della luna. Io, con fare da uomo del nord, mi sono trattenuto il filino di bava sul lato sinistro della bocca, ma non ho sputacchiato come gli altri.
I nostri ragazzi giocano tutti i pomeriggi tra le 17.30/18:00 e le 19:30 sul corno di sabbia del lato sud di Coco Palm, dove la sabbia è soffice e il confine del mare limita il campo. Hanno riprese eccezionali, resistenze da scattisti e mire da cecchini serbi, ma giocano scalzi. Il casino è recuperare la scarpe quando si gioca sul serio. Ne abbiamo solo dieci paia, con ben 11 giocatori. Per primo viene fornito Mahaatheas, con scarpe ante Guerra del Golfo già strausate. Poi è il turno degli altri. In 10 marciano verso il campo con i piedi coperti, uno è scalzo con i calzini legati attorno alle caviglie. La divisa: maglietta rossa con banda nera sulle spalle, calzoncini e calzini di un bianco immacolato corallino. Il Referee, arbitro professionale vestito in verde giungla, sta per suonare l'inizio partita. Io scatto come un monomaniaco con la digitale. Certe facce che se le faccio vedere in giro mi danno il premio al merito di guerra, altro che Frank Capra.
Calcio d'inizio. In quel momento spunta dal corner avversario, SanQualcheAmicoDiChi con un paio di scarpe in mano. Subito Alì si precipita e si infila le tacchettate. Scopriamo solo dopo 25 minuti che lui ha il 42 e le scarpe sono 39. Ma che vuoi che sia. Il Coco fa subito notare un miglior possesso di palla. 10 minuti e, su cross di Riya, Mahaatheas buca la difesa avversaria e la butta di testa sotto la traversa. Il gruppo dei supporters esplode e decide che è tempo per una seconda lattina di soft drinks. Di fatto alla maggior parte dei tifosi del calcio non gliene frega una cippa. Ma pensate cosa vuol dire un pomeriggio fuori dall'isola di Coco Palm....
Arrivati con due Fridge Box pieni di lattine analcoliche (ricordate mussulmani...), si va via con le pance che scoppiano di gas e il rutto facile.
Il primo tempo finisce dopo 39 minuti, l'orologio Royal è velocissimo. I ragazzi arrivano e per prima cosa si accendono una bella sigaretta. Tutti. Fan compresi. Il gioco mi pare un po' duretto, soprattutto da parte dei CocoPalmini, assistiti da un referee che sembra essere lì solo per sfoggiare il fischietto giallo limone. Totale caduti in azioni di guerra dei nostri 0. Dei loro 7, poi ho smesso di contare. Goal 2 mi dicono, ma io ero attento alle facce mica al risultato.
Ci mettiamo due ore per tornare. Il mare è peggiorato. Luci spente, stellata da osservatorio. Arrivati al pontile mi dicono che il Front Office (dove io sono assegnato) ha ricevuto l'invito per una cena da parte del riparatore del 7mo Dhoni della flotta a Thouladoo. Ho mezz'ora per asciugarmi la faccia fare pipì e risalire in barca, ma questa è un'altra storia.
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