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La trentenne spezzina Chiara Fregoso è una ragazza riservata, ma quando le si chiede del suo lavoro inizia a parlare e non si ferma più. È un piacere, però, ascoltarla mentre racconta di cineprese, registi, attori viziati ed episodi buffi capitati sul set.
Chiara lavora nel cinema da quando, dopo aver assistito per caso ad una lezione universitaria, ha capito che il suo destino era lì, sul set. Dopo aver frequentato un Master alla Sdac (Scuola d'arte Cinematografica) di Genova, ha iniziato una collaborazione con Giotto Barbieri, suo insegnante. «Dapprima sognavo la regia e fare da assistente a Giotto era un piacere. Poi ho conosciuto Giuseppe Scarpulla, che di professione fa il location manager: cerca e individua le location adatte al film. Lì ho capito che quello era il ruolo che volevo avere sul set».
Ma prima di realizzare il suo sogno ha fatto oer tanto tempo l'assistente di produzione: «una vera e propria gavetta. Fai l'autista, porta i panini ad attori e regista, ti occupi del catering e di tutte le pratiche urgenti. Ma avrei dovuto portare panini per tutta la vita? Ho scoperto che per raggiungere i propri scopi basta solo avere pazienza».
Così, il nome di Chiara è stato segnalato alla GenovaSet Film Commission, che l'ha inserita nel suo archivio.
«Ho cominciato a lavorare per produzioni importanti: dal film Gli indesiderabili di Pasquale Scimeca alla fiction 48 ore, entrambe girate a Genova; poi i video clip di Nek e di Ligabue, anch'essi girati nel capoluogo ligure».
Chiara però non immaginava che il suo lavoro l'avrebbe portata a conoscere anche uno degli attori più amati di Hollywood: «mi hanno chiamata come assistente del coordinatore di produzione per il film Mission Impossible III». Insomma, la domanda è d'obbligo: che mi dici di Tom Cruise?. Risposta secca: «è basso». Ma come, tutto qui? «il mio lavoro era d'ufficio. Il set principale del film si trovava all'interno della Reggia di Caserta. Tom Cruise non ha mai voluto uno stunt man che lo sostituisse nelle scene più pericolose, quindi spesso mi capitava di vederlo dalle finestre dell'ufficio che si arrampicava sui muri o scorrazzava in moto». Un bel panorama, direi.
«Il set assomiglia a un circo, ci si sente parte di una grande famiglia. Non posso dire di aver conosciuto bene Tom Cruise - era perennemente circondato dalle guardie del corpo - ma spesso salutava me e i miei colleghi che facevamo la pausa sigaretta. Poi, a fine riprese, è stato recapitato in ufficio un mazzo di rose rosse: ed era firmato proprio Tom Cruise».
Poi è arrivato Nativity. Nel cast, quasi interamente americano, c'era anche un altro genovese: l'attore Andrea Bruschi.
Oggi Chiara ha raggiunto il suo obiettivo principale: «sono diventata una location manager. Tra le figure di produzione, è l'unico ruolo creativo. Leggo il soggetto e inizio le prime ricerche dei luoghi più adatti al film. Ne discuto con lo scenografo e con il regista, poi affino la ricerca. Certo, c'è anche l'aspetto burocratico: tocca a me ottenere le autorizzazioni, i permessi per girare. Poi inizia il lavoro sul set e il vero stress. Sono io a trovare gli alberghi per il cast, i ristoranti per la sera e i mezzi di trasporto per la troupe. La domanda che mi fanno più spesso è "dove si trova il bagno?"».
Le richieste che deve soddisfare sono spesso curiose: «nel video clip che ha girato a Genova, Nek canta appollaiato su alcuni cornicioni. Io ho dovuto accertarmi che fossero sicuri ed è stata una bella responsabilità. Per il video di Ligabue, invece, il regista voleva che un elicottero volasse basso nella zona del Wtc. Ho dovuto contattare i vigili perché bloccassero il traffico cittadino per alcune ore e controllare che l'elicottero riuscisse a volare accanto ai palazzi senza far danni».
In questi giorni Chiara sta cercando le location per un film tedesco che a settembre verrà girato in Liguria: «una storia d'amore tra Recco, Camogli e forse anche La Spezia. Le riprese inizieranno il 4 settembre prossimo».
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