Particolare da 'For the Woman's House', opera dell'artista kenyota Faith Reinggold
Lo spot in tv fa così: 15 donne su cento ieri sera hanno fatto l'amore. 53 donne su 100 hanno letto gli sms del partner. 16 donne su 100 vivono da sole. 3 donne su 100 sono innamorate di un'altra donna. 72 donne su cento hanno riciclato un regalo.
In duplice versione: 24 donne su cento guadagnano di più del loro uomo. 26 donne su 100 hanno il nome della nonna. 9 donne su 100 hanno subito violenza sessuale. 54 donne su cento hanno pianto nell'ultima settimana. 50 donne su 100 cambiano pettinatura alla fine di un amore.
La conclusione in entrambi gli spot è: 100 donne su 100 per lactacyd sono prima di tutto donne. Lactacyd rispetto per ogni donna.
Premetto che non ho assolutamente niente contro il prodotto in sé. Anzi! Credo che dopo una pubblicità così quantomeno ne compro tre confezioni al supermercato con la prossima spesa, una per me, una per la mia mamma e una per mia sorella.
In una società dove ci si dimentica che siamo prima di tutto donne, forse è giusto che qualcuno, pur sottomettendoci alla legge del marketing, ce lo ricordi.
Non importa se l'ideatore di questo spot sia maschio o femmina, non è il genere a fare la differenza stavolta.
RISPETTO PER OGNI DONNA.
Questo fa la differenza.
Dove donna sta per qualunque essere umano più debole.
Perché se in un giorno qualunque, la regola al tg è:
Sequestrano coppia e stuprano donna
Violenta una bambina di sei anni
Pakistana sgozzata
Massacrata da un ragazzo di 17 anni,
io a queste stragi non mi ci voglio abituare.
Voglio gridare la mia indignazione, voglio tenerli aperti gli occhi e perché no? Farmi portavoce di un detergente intimo, se serve a far entrare nella testa di uomini e donne un motivetto semplice semplice: RISPETTO PER OGNI DONNA.
Vorrei che per un'estate ci fosse un tormentone così.
E se è troppo difficile mettere insieme i politici, se è così complicato risvegliare il loro interesse (quando mi chiedo: se ci fosse il nome delle loro figlie fra quelle donne???), se è così economicamente poco proficuo prevedere più lampioni per le strade, pubblicizzare corsi gratuiti di antiaggressione, legalizzare spray al peperoncino o al cianuro - aggiungo io - allestire dei call center cui rivolgersi quando torniamo a casa sole solette, mettere più ronde per le strade, parificare le pene al torto subito... allora ben venga anche la pubblicità di un detergente intimo.
Perché alle volte dire no non basta... ad essere rispettate. Forse perché l'esposizione a troppe tette e culi ci ha fatto dimenticare che lì dentro, tra tanta carne, c'è anche una persona, che vuole essere rispettata così com'è col suo culo e le sue tette. E che ha tutto il diritto di farne quel che vuole col suo corpo.
Non ci serve uno schiaffone in più per ricordarci di essere donne.
Vorrei che non ci servisse una mazza ferrata per difenderci dal nostro non essere uomo.
Bisogna farsi rispettare.
Parlarne un po' di più, perché no? anche prendendo spunto da un detergente intimo.
Una specie di passaparola. Una sorta di malattia contagiosa.
Che passando di bocca in bocca, detergesse un po', facesse un po' di pulizia, nel nostro intimo e tutt'intorno.
Perché questa merda puzza. Troppo.
|