Lo stato di salute della terra si studia soprattutto ai due capi del pianeta. Lo avevamo visto con un recente documentario di
Massimo Mapelli dal titolo
Antartide - Ultima Frontiera, andato in onda il 7 gennaio scorso su La7. Dopo sei mesi esatti la stessa emittente lancia l'ultimo lavoro di Mapelli, questa volta dall'artico.
Nero Artico sarà trasmesso
sabato 7 luglio alle ore 23.30. Come successe a gennaio, mentelocale.it vi propone in anteprima alcune immagini di viaggio concesse dalla troupe.
Le drammatiche condizioni di vita degli Inuit della Groenlandia condizionati da un vertiginoso trapasso culturale dovuto ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione e ad un difficile rapporto con la casa madre danese.
Storie di cacciatori ormai privi di radici, di famiglie devastate dall'alcolismo e dai suicidi (anche tra gli adolescenti). Immagini sulla caccia alla foca girate in uno dei più remoti fiordi della Groenlandia orientale seguendo la giornata di uno dei più "affermati" cacciatori.
La testimonianza di Robert Peroni, italiano che da 30 anni ha deciso di vivere tra gli Inuit per aiutarli, rispettando le loro tradizioni ma cercando di convincerli che il turismo è una grande scommessa per affrontare la modernità.
L'opinione fuori dal coro di
Bjorn Lomborg, ambientalista "scettico" che si contrappone alle posizioni dei ricercatori più allarmisti. Ma anche a organizzazioni ambientaliste come Greenpeace e il WWF. E ancora,
la storia di Barentsburg, incredibile borgo alle isole Svalbard la cui vita scorre attorno ad una miniera di carbone. Luogo abitato da 500 minatori ucraini in territorio norvegese. Ai tempi della guerra fredda era l'avamposto sovietico per una possibile invasione dell'occidente. Oggi è terreno di lotta per la spartizione di risorse energetiche.
«Le riprese sono durate circa tre settimane tra aprile e maggio 2007 - dice Mapelli - La troupe è stata ospite per quattro giorni dalla base Dirigibile Italia del CNR, la stessa da cui negli anni venti partirono le spedizioni di Amundsen e Nobile». Qui, oggi, gli scienziati studiano la fisica dell'atmosfera, l'evoluzione dei ghiacciai, la biologia marina, l'interazione tra il sole e la Terra.
«Di grande impatto le immagini che abbiamo potuto girare sugli arenili dei fiordi già liberi dalla neve in aprile - continua Mapelli - così come i risultati degli studi sulla contaminazione degli uccelli marini dovuta agli effetti delle fonti inquinanti. [...]
Le testimonianze che abbiamo raccolto tra i ricercatori e le guide turistiche confermano che le temperature crescono, la qualità dei ghiacci peggiora. Una tendenza lenta ma inesorabile».