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A un anno dalla firma per la pace tra bande latino-americane a Genova (i Nietas e i Latin Kings), il (DISA) dell'Università, il (Genova) e (Milano) creano una nuova opportunità di incontro e dibattito sull'immigrazione. Cambia però la prospettiva. Sabato 23 giugno 2007, ancora nell'Auditorium di San Salvatore (p.zza Sarzano, 9), Gridalo Forte!, slogan che ha incluso una settimana di lavori e confronti internazionali tra studiosi in partnership su progetti di ricerca europei, punta a rendere protagonisti i - gli immigrati di seconda generazione - e il loro punto di vista nella giornata dal titolo: Seconde generazioni in movimento. Le voci dei figli dell'immigrazione - ore 11-20, sabato; per proseguire domenica dalle 16 in poi allo Zapata per ¿Que pasa por la calle.
«È la prima volta - spiega Francesca Lagomarsino, ricercatrice presso il DISA - che si fa un incontro di questo tipo, anche perché il tema della seconda generazione è piuttosto recente. E anche perché dopo la violenza tra latinos in Italia e gli eventi nella banlieu parigina, si tende sempre solo a guardare al latino negativo della realtà migratoria. Proprio per questo la due giorni è un'assemblea, per fare il punto della situazione, in un confronto aperto tra associazioni e organizzazioni di strada da tutta Italia. L'idea è mettere a confronto - per condividerle - varie esperienze (saranno proiettati anche alcuni video): vedere cosa ognuno già fa e cosa chiede venga fatto per arrivare a mettere in luce esigenze e problematiche trasversali». All'incontro, organizzato dal sociologo Luca Queirolo Palmas, (Università di Genova), da Maurizio Ambrosini (fondatore del Centro Studi Medì e ora all'Università di Milano) e Andrea T. Torre (Centro Studi Medì), saranno protagonisti cinesi, marocchini, senegalesi e latinoamericani nati in Italia o arrivati sul nostro territorio ancora bambini e che ora si trovano ancora sprovvisti del diritto di voto e cittadinanza.
In questo contesto, il Ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero è sarà presente come invitato (così come le autorità locali) per ascoltare e raccogliere il lavoro prodotto dall'assemblea. «Ferrero - afferma ancora Lagomarsino - segue da tempo il lavoro che stiamo portando avanti a Genova ta Università, Zapata, il centro Servizio Immigrazione del Centro Ovest e le organizzazioni di strada, sia dal punto di vista della ricerca che dell'intervento sociale».
Guardando ai passi avanti fatti fin qui dalle varie associazioni, nate più o meno 3/4 anni fa, Lagomarsino indica come all'interno di quella cinese per esempio ci sia un numero molto elevato di studenti universitari che, nel caso dei latinoamericani, ha portato alla creazione di un'organizzazione dedicata; molte altre «svolgono attività di tipo culturale». E se un risultato tangibile è la fine delle ostilità tra bande, c'è da rallegrarsi forse di più per il fatto che il patto firmato l'anno scorso ha portato le fazioni alla collaborazione, a lavorare insieme. «Per esempio lo Zapata, tutte le domeniche, è diventato il luogo deputato per grandi feste a cui partecipano ragazzi latinoamericani, gestendosi in modo autonomo, il che ha reso lo Zapata punto di aggregazione preferito alle discoteche».
Il DISA negli ultimi anni si è occupato principalmente di processi migratori, in particolare della comunità ecuadoregna e dei giovani latinoamericani. Ora è invece inserito in un progetto triennale europeo Tresegy (Transnational Research on European Second Generation Youth) che, fino al 2009, coinvolgerà antropologi e sociologi nello studio delle condizioni e caratteristiche sociali di giovani e adolescenti nei vari contesti. «È prevista una parte etnografica, per la quale Genova si occuperà principalmente di giovani e adolescenti latinoamericani e marocchini, che porterà a un lavoro comparativo sul tema dell'inclusione e esclusione nei vari paesi».
Sempre Palmas, Torre e Ambrosini sono anche i fondatori di una nuova rivista (Franco Angeli Editore), il cui primo numero è uscito in aprile. «È la prima rivista in Italia - conclude Lagomarsino - a raccogliere studi e ricerche sulle migrazioni internazionali. Un quadrimestrale che intende alimentare il dibattito sul tema migratorio, dialogare e confrontarsi con studi e esperienze internazionali, ma anche accogliere contributi su esperienze vissute in prima persona, e ospitare rielaborazioni artistiche».