Molti di voi ricorderanno la querelle scoppiata all'inizio del maggio scorso intorno alla rivista Ergo Sum. Il foglio studentesco - che tiene una su mentelocale.it da un anno e mezzo - è stato accusato di aver pubblicato contenuti blasfemi sul numero di aprile 2007. Colpa di una copertina con alcune vignette illustrative sull'uso del preservativo - a cura della Lila (Lega Italiana per la Lotta all'Aids) - ma soprattutto di un'immagine raffigurante un Cristo avvolto in un cellophane durante il restauro di una chiesa, con la scritta: anch'io mi proteggo. Università e Provincia di Genova si affrettarono a togliere i finanziamenti (pochi ma vitali) alla rivista. Sul nostro webmagazine ne seguì un dibattito molto intenso.
Poi, passato il periodo elettorale (sarà un caso?), tutto si è sopito. Pochi gli strascichi mediatici. Gli unici ad aver perso qualcosa erano proprio i ragazzi di Ergo Sum che, rimasti senza il becco d'un quattrino, non potevano portare avanti il loro progetto.
Negli ultimi giorni, tuttavia, qualcosa sembra essersi mosso. La notizia è recentissima: la casa editrice genovese Chinaski, che mentelocale.it segue sin dagli esordi, si è interessata alle sorti del foglio ed ha deciso di fargli da editore. Si riparte dunque?
«All'inizio non sapevamo molto della vicenda - dice Federico Traversa di Chinaski - poi è stata proprio Laura Guglielmi, la direttora di mentelocale.it, a parlarmene, raccontandomi dei tanti interventi, anche autorevoli, che il caso aveva suscitato». Federico ha alzato subito le antenne perché, dice: «per me la libertà di espressione è fondamentale». Matteo Politanò di Ergo Sum è, ovviamente, molto contento: «in questo periodo abbiamo subìto molti duri colpi, ma abbiamo anche ricevuto tanto sostegno».
La collaborazione non è ancora definita, ma sembra ormai cosa fatta. «Con Federico ci siamo sentiti varie volte - prosegue Matteo - anche con Michele Vaccari (altra vecchia conoscenza di mentelocale.it n.d.r.), ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda».
Cosa ci dobbiamo aspettare? «Lo spirito sarà sempre lo stesso - prosegue Matteo - cambieranno altre cose: il formato, la distribuzione, la nostra organizzazione. Abbiamo intenzione di crescere». Nel frattempo sono passati anni dai primi passi mossi nell'Ateneo di via Balbi, molti dei fondatori di Ergo Sum non sono più studenti, alcuni stanno facendo esperienza nel mondo del giornalismo. «Proprio per questo la rivista non sarà più fatta esclusivamente da universitari e per universitari. Vogliamo fare un giornale scritto da giovani, ma che parli ad un pubblico più vasto». Dove si troverà? «È ancora presto per dirlo, probabilmente nelle librerie, nelle edicole. Su un punto solo non abbiamo dubbi: resterà un free press».