mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Cultura
Franco Baldasso - cop libro Levi
La copertina del volume dedicato a Primo Levi che riproduce un lavoro dell'artista Cesare Viel: 'Tu che mi hai disegnato'
 

Baldasso a NY grazie a Primo Levi

 
A 29 anni č giornalista, editore della rivista 'Daemon' e studioso del narratore torinese. A settembre coglierą al volo una grande occasione
 

 
   

     
16 giugno 2007
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone
Il volume, scorrevole e appassionato, di Baldasso si colloca nella ricorrenza dei vent'anni dalla morte dello scrittore torinese. In una lettura molto vasta dell'intera opera leviana, Baldasso si cura di questioni formali e del linguaggio oltre che del Levi fondatore del Lagerdiskurs in Italia, recuperando il discorso critico e un'attenzione piuttosto recente (Marco Belpoliti, 1997 e lo studio del 2006 di Alberto Cavaglion). Baldasso restituisce così la figura poliedrica dell'uomo Levi, la sua scelta di scrittore-comunicatore dopo la negazione del dialogo nel Lager. Ci viene presentato il Levi-soggetto e punto di vista, mentre mette su carta un'analisi che, a partire da se stesso e da un'osservazione scrupolosa, traccia le linee di un progetto antropologico. Ne esce un Levi non scrittore dell'ordine, bensì scrittore centauro, che fa dell'ordine il suo metodo di analisi, vittima che si tramuta in memoria oggettivata. Chiude il saggio un capitolo che apre ulteriormente il discorso, analizzando le diverse chiavi di lettura con cui altri scrittori-testimoni della Shoah - Elie Wiesel, Imre Kertész, Ida Fink e Aharon Appelfeld - hanno deciso di tramandare l'Olocausto e il suo significato. Uno sguardo è rivolto anche ai testimoni di seconda generazione come Art Spiegelman (Maus. Racconto di un sopravvissuto) e David Grossman (Vedi alla voce: amore). E se Wiesel vede i campi di sterminio come un evento metafisico su cui ricostruire una nuova identità dell'ebraismo tout court; Kertesz sceglie la chiave della disillusione, dove il destino individuale non è necessariamente assimilabile a quello collettivo: dagli occhi di un adolescente (Essere senza destino), racconta di come l'umano sia capace di abituarsi a qualsiasi distruzione, e di come essere vittima possa significare darla vinta una volta di più a Hitler.
L.S.
Dal café letterario nelle trattorie bolognesi alla New York University nel centro di Manhattan.
È questa la traiettoria tracciata dal giovane Franco Baldasso ad appena ventinove anni: è giornalista, editore della rivista Daemon e studioso di Primo Levi. È proprio il lavoro di ricerca sul chimico torinese a porre Franco al centro dell'attenzione e a una svolta importante. È infatti da poco in libreria il saggio Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone (Pendragon, pp. 263, 14,00 eu), tratto dalla sua tesi di laurea. Destino vuole che, come per chi studia Italo Calvino, sia l'America il luogo ideale per proseguire, là dove è massima l'attenzione. E a breve infatti sarà proprio teaching assistent oltreoceano per cinque anni. «Parto a settembre, insegnerò letteratura italiana e porterò avanti la ricerca sulla ricezione americana di Levi e sugli aspetti della sua scrittura che hanno sollecitato nuove letture e opere espressive da parte di altri artisti. Solo ora mi sto rendendo conto di questa cosa»: una borsa di studio e un futuro che lui si augura più trasparente e fondato sulla meritocrazia.

E qui vien proprio voglia di aprire una parentesi per soffermarsi su un aspetto, spesso sottostimato, che in Italia è all'origine della fuga dei cervelli: la mancanza concreta di un ricambio generazionale; la non vocazione, in chi ha alle spalle lunghe carriere, a trasferire il proprio know how e quindi il proprio posto; e, infine, la totale mancanza di trasparenza dei percorsi professionali, in particolare quelli legati alla cultura: giornalismo, editoria, università. È Franco stesso a sollecitarmi questa riflessione: «Lascio un sacco di cose, gli amici, la mia ragazza, Rina Brumini - originaria di Fiume - che mi ha dato una grossa mano a entrare nelle questioni ebraiche legate a Levi e agli altri scrittori della Shoah. Lei non vuole seguirmi, si sente d'appartenere alla vecchia Europa.
Ma sono anche contento di lasciare Bologna che è cambiata in peggio. Perché fondamentalmente Bologna è una grande stazione dei treni: passano tutti di qui quelli che vanno dal nord al sud e viceversa e per questo si possono fare una miriade di esperienze. Ma poi non vedo ricambio generazionale. E allora, per una crescita personale e culturale, credo che occorra anche saperla lasciare questa città. E poi avevo il pallino di vivere in una città con almeno un milione di abitanti e con altri ritmi». Dunque eri alla ricerca della velocità? «Sì forse, ma anche di una certa attendibilità e di situazioni più meritocratiche».

Lasciando Bologna anche il progetto intorno a Daemon, (trimestrale, disponibile nelle Librerie Feltrinelli) si modifica. Nata per riflettere sull'arte e la cultura in modo trasversale, la rivista è cresciuta mettendo in discussione i diversi linguaggi e affrontando varie tematiche, magari davanti a un buon bicchiere di vino, peregrinando tra le osterie bolognesi (Bar Mike e Max, Accademia dei Biliardi e l'Osteria dell'Orsa), presto «diventarà solo web». Molti dei ragazzi della redazione sono diventati grandi (Baldasso ama riferirsi agli anni universitari dicendo "quando eravamo piccoli") e stanno ora inseguendo il loro futuro: «Azzurra D'Agostino è poetessa, Alberto Cellotto fa il traduttore, Irene Fantappiè sta facendo un dottorato di ricerca in Germania su Celan e poi collabora con Castelvecchi, Antonio Grulli e Irene Guzman si occupano di arte e Alessandro Trapezio è fotografo».

Arrivati al 16esimo numero (quello di aprile), Baldasso ricorda i momenti più importanti: «Quattro anni fa, prima di tutti gli altri, avevamo trattato dell'argomento poi diventato tanto caro agli scrittori contemporanei sul rapporto tra lavoro e letteratura, con un'intervista a Marco Belpoliti. Un altro numero importante è stato quello dedicato all'arte e alla letteratura nell'est europeo, che ci è valso anche un bellissimo viaggio per incontrare scrittori e traduttori. Per l'occasione avevamo tradotto un saggio di Danilo Kis, grande scrittore dell'ex-Jugoslavia, il primo a scrivere sui gulag sovietici durante la guerra fredda (nella trilogia Il circo di famiglia, tre volumi pubblicati in Italia da Adelphi, tra l'86 e il '93). Avevamo fatto anche un reportage dal festival del fumetto di Panacevo in Serbia, pubblicando inediti del fumettista Zograf. E poi, ancora, un numero importante su arte, letteratura e scienza con un inedito dell'autrice inglese Antonia Byatt».
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
Franco Baldasso e Andrea Gibellini
Franco Baldasso e Andrea Gibellini
 
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie etą
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License