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È stata come una liberazione per il popolo rossoblù. La promozione alla fine è arrivata, all'ultima partita, negli ultimi minuti, scacciando incubi e maledizioni. Il Genoa torna in serie A dopo dodici anni; anche il Napoli, gli avversari dell'ultimo match, risalgono dopo sei anni. Per le strade si scatena subito il delirio. Piazza De Ferrari, il bagno nella fontana, i pianti di grandi e piccini, i ragazzi che l'Uefa (e la serie A) non l'hanno mai vista perché non erano ancora nati o erano in fasce.
In dodici anni è successo di tutto, e le ultime partite di questo campionato si sono trasformate in un incubo. La sconfitta a Mantova, il Piacenza sempre lì un passo indietro, pronto a riportarti all'inferno. Si parlava sempre più spesso di "maledizioni".
È stata una partita assurda quella di domenica 10 giugno a Marassi. Una bella partita, nel primo tempo. Poi è iniziato un estenuante conto alla rovescia, tutti con l'orecchio alla radiolina a sentire cosa combinava il Piacenza.
Al Luigi Ferraris l'invasione di campo scatta a tre minuti dalla fine, quando erompe l'urlo di gioia. È finita, i giocatori denudati dai tifosi devono rietrare in campo ma non hanno più le magliette. Qualcuno cerca di liberare il campo per far finire la partita. Si gioca ancora per un minuto, alcuni giocatori sono in mutande. Finalmente l'arbitro Rocchi fischia. Inizia la festa.
Le emozioni che i genoani hanno tenuto dentro finora possono uscire, tutte insieme. La gioia, per una promozione attesa troppi anni; la rabbia, per tutto quello che è successo negli anni scorsi (valigette, punti di penalità, ricorsi a non finire); la tensione infinita, per un campionato finito - come spesso succede al Genoa - negli ultimissimi secondi. «Che bello tornare in Serie A - dice un'anziana signora corsa a festeggiare - speriamo di rimanerci almeno una settimana questa volta».
La massima serie del calcio italiano riacquista d'un colpo la Juve, il Genoa e il Napoli: tre squadre che mettono in riga trentotto scudetti. Non solo, l'anno prossimo i derby della serie A passano da due a quattro, e Genova ritorna una grande metropoli del calcio, accanto a Milano, Roma e Torino.
Il Presidente Preziosi, l'allenatore Gaspierini, i giocatori, sono tutti al settimo cielo. Preziosi parla dell'inizio di un ciclo. Per ora godiamoci la festa. Del resto si parlerà più in là. E il 26 agosto si riparte, finalmente, in Serie A.
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