I progetti di Marta Vincenzi in materia di ricerca, sviluppo, innovazione, risorse umane. Con l'augurio che ogni idea venga realizzata
Adriana Albini, la scienziata amica di mentelocale.it, è responsabile della Ricerca Oncologica presso l'IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Multimedica di Milano.
Essere a Milano nel cuore tecnologico non le ha fatto dimenticare Genova, anzi, ha pensato di tornare a noi con una nuova rubrica che vi racconta cosa si scopre a Genova e nei territori "limitrofi" del Nord-Ovest.
L'ultimo riconoscimento le è arrivato lunedì 4 giugno a Brescia, dove ha ricevuto un premio e la medaglia d'oro per la ricerca scientifica per mano di Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia. Complimenti!
Lo scienziato della porta accanto, dopo la presentazione ufficiale della nuova Giunta Comunale avvenuta ieri - lunedì 4 giugno 2007 - si domanda con interesse: come realizzerà la neo-sindaco Marta Vincenzi i programmi proposti in periodo elettorale per la ricerca scientifica e l'innovazione?
Ho riletto con attenzione il documento preparato per le elezioni del maggio scorso. Ho pensato di riprenderne alcuni punti, e farne un riassunto (un reader's digest) di ciò che interessa tutti coloro che - giovani e meno giovani - sono impegnati in ricerca e sviluppo nei numerosi enti e all'Università di Genova, o semplicemente di questo sviluppo usufruiscono.
Nel programma di ben 140 pagine, di cui la terza parte è intitolata La città creativa: il diritto alla crescita economica e alla diffusione della conoscenza il tema della ricerca compare spesso. Riporto per i lettori di mentelocale.it alcuni passi per me significativi e che trovo strategici per il nostro comune.
La sfida odierna è quella di andare oltre. Promuovere centralità nello scenario delle prospettive industriali strettamente intrecciate con la ricerca scientifica.
Andare oltre, per una Genova tecnologica esprime la nuova tendenza per la nostra città, che oltre a porto, trasporti, turismo e cultura si pone come realtà estremamente competitiva nel Nord-Ovest.
Il richiamo a rete tra imprese, Università, enti di ricerca è sempre costante nella proposta che spero venga realizzata. Infatti si legge che: Il comune può [...] favorire un milieu di innovazione; creare sistematici processi di scambio comunicativo tra comunità tecnico-scientifiche e sistema produttivo; incentivare la formazione di un tessuto di imprese avanzate che garantiscano partnership in loco alle attività di ricerca.
Condivido quanto il candidato sindaco ora neo-eletta scriveva: Esiste una filiera strategica che comprende i luoghi dove si formano la gran parte delle persone, delle idee, dei prodotti destinati a generare innovazione: questi luoghi sono le scuole scientifiche e tecniche, le Università, i centri di ricerca pubblici e privati, le aziende dei settori più tecnologicamente avanzati.
Mi piace l'attenzione anche alla comunicazione e alla cultura scientifica, in Italia spesso così trascurata: Cominciare seriamente a diffondere la cultura scientifica e la conoscenza tecnologica è un'assoluta priorità. Connettere le Università ed i centri di ricerca alla società non è solo una modalità per trasferire conoscenze al sistema delle imprese, diventa condizione per la stessa crescita culturale della società italiana.
Non sfugge che il terreno, l'humus esista già e che vada coltivato. L'ambiente urbano della nostra città ospita già attività connesse alle frontiere tecnologiche: biotecnologie, tecnologie della comunicazione, scienze ambientali e della materia. L'attuale punto debole è che non sono riconducibili a vere filiere.
Sottolinei infatti, come tutti noi pensiamo e speriamo che occorre incentivare progetti integrati tra Università, enti pubblici di ricerca, imprese e fondazioni. Soprattutto, occorre accelerare la diffusione di tecnologie della comunicazione.
Nel programma si arriva a vedere Genova come prototipo di messa in rete anche informatica, una futura città digitale: Sottolineo l'importanza del progetto perché nasce da queste considerazioni; cioè che la crescita economica e la diffusione delle conoscenza, storicamente correlate nella fase industriale, oggi sembrano divergere.
C'è un altro punto importante per le generazioni dei ventenni e trentenni che non voglio trascurare: Considerare creativi i giovani delle professioni e dei mestieri.
L'ultima frase, prima delle conclusioni del programma, enfatizza quanto il sapere sia importante, come si debba giungere ad una Economia della Conoscenza: Nella Genova verticale e in salita che si popola di percorsi nuovi per la piena realizzazione produttiva e ambientale del territorio, la volontà di dar vita a cittadelle della tecnologia e della ricerca unisce idealmente il Medio Ponente e l'alta Val Polcevera. La nuova Giunta avrà cura che la città riconosca e utilizzi i luoghi dove il sapere si organizza e si struttura in forme innovative. Si tratta di renderli accessibili, integrati con i tessuti pre-esistenti, attraenti, in grado di offrire un'identità fisica e di immagine di grande richiamo per il dispiegamento di un polo del sapere, della tecnologia e della scienza.
Cara Marta Vincenzi, è stato molto facile scrivere questo articolo. Ho semplicemente riportato alcune parti salienti del tuo programma riguardanti ricerca, innovazione, tecnologia. E ve n'erano ancora molti, che consiglio di leggere sul . Credo di interpretare un interesse generale indipendente dai partiti, visto che ti sei definita il sindaco di tutti, il sindaco di Genova.
L'esortazione dello Scienziato della porta accanto è che nella creazione di assessorati, deleghe e commissioni, nella Giunta che hai pensato e progettato a velocità straordinaria, segno di grande dinamismo, la tua attenzione sia volta anche a come realizzare il tuo progetto nel settore di Ricerca, Sviluppo, Innovazione, Capitale Umano. Ci piacerebbe che Genova del "saper fare" scientifico, Genova creativa coinvolgesse un portavoce esperto: insomma un tecnico che possa collegarci davvero tutti in rete (Wimax e non solo).
Intanto l'idea di una personalità della comunicazione come Carlo Freccero, di una urbanistico-architettonica come Renzo Piano e di un giovane per i giovani come Massimiliano Morettini sono una sfida importante. Abbiamo il Festival, ok, e Freccero ne parla nell'intervista a mentelocale.it. Ma vorremmo che scienza e tecnologia fossero in bella evidenza anche nei 355 giorni che rimangono dopo il Festival. Buon lavoro, (tecno?)-Sindaco!