Come in una staffetta, alla galleria Pinksummer, chiusa la personale di Sancho Silva il testimone passa a Tobias Putrih (Kranj, Slovenia, 1972). Prosegue il discorso tra arte, architettura e dimensione umana. La direzione della ricerca in Putrih è nuova e originale, il taglio del tutto personale, si conservano però alcune sfumature, si avvertono toni simili per giocosità, disillusione e approfondimento concettuale (e forse non a caso visto che Putrih e Silva hanno lavorato insieme per il nuovo , in Lussemburgo, realizzando un'installazione di 300 metri quadri). Per Genova l'artista sloveno ha preparato appositamente Paradise: la ricostruzione in scala umana della pianta del cinema per il padiglione Sloveno a cui sta lavorando per la 52a Biennale d'Arte di Venezia, Venetian, Atmospheric, sull'Isola di San Servolo, (10 giugno - 21 novembre 2007). Il lavoro parte da una ricerca che è riflessione intorno agli storici Movie Palace americani e in particolare quello del Bronx, The Loew's Paradise Theatre.
Entriamo. A terra percorsi su frammenti di rette, realizzati con nastro adesivo colorato, determinano un campo d'azione. (Senza riflettere, è come ritrovarsi in una di quelle piccole palestre dove a terra erano segnati contemporaneamente i campi da calcetto, da pallavolo, da basket). Alcune forme verticali semplici, in legno, ricordano l'inizio di un'impalcatura, o la bozza per la costruzione in corso di una struttura ancora da approntare, c'è persino una porta da calcio in legno e uno schermo di telo bianco montato su legno chiaro.
La proiezione conduce lo spettatore dentro la performance a porte chiuse che la galleria -con l'aiuto di una dozzina di persone- ha realizzato, seguendo le precise istruzioni dell'artista, in absentia: dati alcuni punti, dati alcuni oggetti, ognuno era chiamato a produrre una posa e tutti gli altri a scattare foto in digitale in contemporanea. Risultato: 1500 foto, di cui Putrih ne ha montate circa 60 per una vivacissima serie di nature vive, fissate come figurine nello spazio, per il tempo dello scatto, confluite in uno slideshow che recupera il movimento.
In un'altra stanza Tobias ha preparato un collage, prodotto a partire da tre pubblicazioni: Loew's Paradise In The Bronx di Michael Miller; Temples of Illusion. The Atmospheric Theatre By John Eberson; Palace Of Prince. Working Drawings And Photographs Of John Eberson, curato da John Preddy, tutti cataloghi di mostre intorno al progetto maestoso dell'architetto John Eberson per The Loew's Paradise Theatre, cinema-teatro inaugurato il 7 settembre del 1929 a New York.
Proseguendo un'indagine sul modernismo e il crollo delle grandi utopie nate in momenti storici di grande fermento e poi cadute inesorabilmente, Tobias questa volta sofferma lo sguardo sui non-luoghi del nostro tempo, cercandone le sorgenti. E non c'è stato bisogno di andare troppo lontano per capire che i moderni parchi del divertimento e la versione dello shopping come entertainment nasce negli USA proprio tra le pieghe dell'industria cinematografica. «Il "Paradise" di Loews nel Bronx - afferma Putrih - fu l'ultimo dei grandi teatri atmosferici di John Eberson. In un certo senso ha segnato il declino dell'età d'oro della produzione cinematografica dei tardi anni 20... Era l'anno del crollo di Wall Street e quella gente stava costruendo una delle più opulente ed eccessive sale cinematografiche d'America. Il solo costo degli uccelli impagliati, degli alberi finti e delle piante ammontava a più di 10.000 dollari [...] Sono stato semplicemente affascinato da quale grande meccanismo era stato messo in opera solo perché alcuni avevano capito che era il momento perfetto per fare qualche tipo di affare. La gente cercava la fuga dalla vita quotidiana e l'ottenne. Potevano trascorrere momenti fantastici in cambio di un biglietto davvero economico. È sempre questione di come, perché e con quale scopo manipolare. E le sale cinematografiche erano l'essenza del business, macchine da soldi. Ma questo è qualcosa che l'Europa non ha mai realizzato. Il fatto che si possono realizzare simili modelli di business e sovvertirli per qualsiasi scopo aggradi. È anche il motivo per cui il socialismo uscì dalla portata della gente comune. Perché non si può obbligare la gente a pensarla come te: si dà alla gente ciò che vuole e si manipola il contenuto».
In questo spazio, nudo crudo e fortemente moderno per la sua precaria liquidità -che a Venezia ospiterà una serie di proiezioni cinematografiche (per il programma )- Tobias Putrih ha già incluso la percezione indotta, il punto di vista di fruitori ignari del loro essere merce, protesi invece nella soddisfazione personale, sia essa raggiungibile attraverso la visione di un film, la partecipazione a un gioco di ruolo (come quello proposto dall'artista), o la cattura di un'esperienza attraverso la fotografia. L'umano è scala e misura sensoriale, strumento di parodia insieme alla scelta elementare del materiale che si contrappone al kitsch degli originali.
Pinksummer
Palazzo Ducale - cortile maggiore, piazza matteotti 28r - 16123 Genova
+39 010 2543762 www.pinksummer.com Note: La galleria č aperta dal martedě al sabato, dalle 15.00 alle 19.30