|
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band? 1° giugno 1967? Sì!!! E allora ritorno a me stesso ragazzino e devo dire che non ho un ricordo netto, chiaro, preciso di quel giorno.
Ma allora, nella seconda metà degli anni '60, il panorama musicale era straordinario, ma davvero.
Beatles, Rolling Stones, Who, Kinks, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Doors, Velvet Underground (per stare in una riga e mezza. 4 made in UK e 4 made in USA).
Ricordo bene, invece, quando con mio papà si passava quei sabati pomeriggio da Ricordi e chiedeva, a scatola chiusa, l'ultimo 45 dei Beatles. Magari non si sapeva neanche il titolo ma si sapeva, quello sì, che sarebbe stato sicuramente bellissimo ascoltarlo. E così vado a cercare tra le interminabili file dei miei dischi. Ed eccolo lì... esce fuori scoppiettante. Una perla di vinile nero con la sua etichetta Parlophone "Microsolco lunga durata, 33 1/3 giri al minuto, disco infrangibile..." nella sua radiosa-valva-copertina-apribile, una delle tante, vere opere d'arte grafica che andavano di pari passo con la magia dei suoni.
All'esterno il collage dove son celati (ma non troppo...) un bel po' di "personaggi" di varia umanità del passato, del presente e, perché no, del nostro futuro.
Quasi quasi mi rimetto a far la gara a chi ne indovina di più e in meno tempo. All'interno la foto gigante dei Fab Four in quella loro magica divisa colorata e "alamaratissima". Dei dodici brani (più "reprise" del titolo base) non favello. Sarebbe inutile. Ognuno di loro ha qualità sonore superiori all'intera produzione internazionale, quantomeno dell'ultimo quinquennio.
Attorno ad ogni singolo pezzo si potrebbe costruire l'lp più bello degli ultimi dodici anni (uno per anno). Alzo il braccio, il vinile comincia a girare, appoggio la puntina ed ecco frusciante ed incantevole: la M U S I C A !!!
Quarant'anni? Sì, ma l'emozione e, forse un po' di pelle d'oca, è più intensa ora...
|