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La parolina magica è Wimax, che significa Worldwide Interoperability for Microwave Access e si traduce sostanzialmente in connessione internet a banda larga e senza fili a basso costo.
È uno dei punti cardine del programma di Marta Vincenzi - candidata dell'Unione a Sindaco di Genova alle elezioni del 26-27 maggio prossimi - per ciò che riguarda l'innovazione. Tecnologia, servizi e diritti, infatti, sono al centro di un progetto che si propone di aprire le porte del web a tutti i genovesi tramite una rete pubblica.
«Ci siamo attivati anche grazie alle recenti iniziative del Governo - dice la Vincenzi - Il nostro obiettivo è evitare che il settore sia lasciato solo a player privati, partecipare come ente locale ad un appuntamento che considero epocale dal punto di vista tecnologico, ma non solo». Le linee generali del progetto Genova Futura: Città Digitale verranno presentate al pubblico giovedì 17 maggio a mentelocale - Palazzo Ducale.
Il Wimax, a differenza del Wi-Fi, si basa su frequenze licenziate (quindi meno soggette ad interferenze) e ha una portata di vari chilometri quadrati. In Germania e Francia sono già state fatte le aste di assegnazione ai provider; anche Regno Unito, Spagna e Grecia stanno facendo passi avanti. In Italia il Ministro Gentiloni ha recentemente liberato le frequenze, prima utilizzate per scopi militari, e promesso le prime licenze entro l'estate del 2007. Il sogno della connessione totale, e quindi della riduzione sensibile del digital divide, si avvicina? A Genova, come nel resto del paese, se ne sente veramente il bisogno.
A che punto siamo in Italia con il Wi-Max lo abbiamo chiesto al Senatore Andrea Ranieri, responsabile nazionale DS Sapere. «L'apertura delle aste per le licenze è un grosso passo avanti - dice - si crea così lo spazio per iniziative locali come quella proposta da Marta Vincenzi. Sono in corso altri tipi di sperimentazione, ma la proposta genovese prevede una copertura complessa del territorio e l'inclusione di vari servizi che aumenterebbero la vivibilità della città da parte dei cittadini». Giornalismo, sanità, istruzione, turismo, trasporti sono alcuni dei campi di applicazione citati nel programma della Vincenzi. «Miriamo alla creazione di un Modello Genova - prosegue la candidata Sindaco - ovvero uno strumento per la cittadinanza, ma anche il consolidamento della vocazione di città-mondo del capoluogo ligure. Il progetto prevede una serie di rapporti con i fornitori di servizi tecnologici, regolati da un piano regolatore digitale. L'intenzione è quella di affermare i diritti dei cittadini, non solo quelli indotti dal mercato, ma quelli fondamentali: cultura, servizi di qualità, cura».
Carlo Castellano - presidente dell'Associazione Distretto Elettronica e Tecnologie Avanzate Club d'Imprese (Dixet) - ci parla delle ricadute sul piano dell'industria e della formazione: «il Wimax è una delle frontiere con cui dovremmo misurarci tutti nel prossimo futuro. La utilizzeremo nel Parco degli Erzelli, dove dovrà diventare la tecnologia di riferimento, come nei poli più avanzati nel mondo». Che questa sia la strada da percorrere non c'è alcun dubbio: «già oggi riceviamo richieste in questo senso da imprese che, dopo l'approvazione dello schema di assetto urbanistico, entreranno a far parte del parco degli Erzelli a partire dal 2009-2010». E prosegue: «questo sistema comprende imprese, formazione e ricerca (vedi Università n.d.r.) e residenze, per essere sempre in presa diretta con i sistemi aziendali. Il telelavoro diventerà finalmente un fattore fondamentale».
Questa rivoluzione sembra essere a portata di mano. «Spesso le iniziative che riguardano l'innovazione hanno obiettivi a lunga scadenza, rispetto ai quali la maggioranza dei cittadini tende a sentirsi estranea - prosegue Andrea Ranieri - il progetto Città Digitale, invece, ha il merito di rendere chiari e immediati i benefici per tutti. Questo è un caso in cui la metropoli può diventare il centro dell'innovazione concreta».
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