«Qualcuno si è sentito offeso dalle nostre scelte editoriali? Allora ce lo dica in faccia, non attraverso un mezzo stampa». È iniziata così la conferenza che i ragazzi del giornale universitario
Ergo Sum hanno condotto questa mattina,
mercoledì 9 maggio. I nove della redazione hanno detto la loro sulla polemica che li ha coinvolti dopo che
Andrea Macco, giornalista de
Il Giornale, ha scritto nella pagina locale del quotidiano un articolo che li accusava di blasfemia e anticlericalismo.
Il motivo dell'accusa sta tutto in alcune immagini comparse nell'ultimo numero della rivista: la copertina riporta una campagna a favore dell'utilizzo del preservativo, condotta in collaborazione con la
Lila (
Lega Italiana per la Lotta all'Aids), con alcune vignette informative su come si indossa un preservativo e un disegno del kamasutra. A pagina 2, l'immagine di un Cristo avvolto dal cellophane, con accanto il titolo: "Anch'io mi proteggo".
«L'immagine del kamasutra è già stata utilizzata per altre campagne di lotta all'Aids», ha affermato
Marco Fiorello, uno dei capi redattori di Ergo Sum. Con il mensile "incriminato" c'era poi un preservativo: «per legge chi distribuisce preservativi gratuitamente è obbligato ad allegato anche le istruzioni per l'uso. Ecco il motivo per cui abbiamo deciso di renderle ben visibili in copertina. Alcuni ragazzi ci hanno ringraziato, perché grazie alla nostra iniziativa hanno imparato ad usare correttamente i profilattici».
Ma a suscitare lo sdegno di Macco è stata soprattutto la foto della statuta di Gesù, «che però non è avvolta in un preservativo, ma nel cellophane», hanno ribattuto i ragazzi. «Quella statua è realmente ai restauri in una chiesa che si trova nei pressi di Latina: non abbiamo ritoccata l'immagine e l'abbiamo scelta per lanciare un messaggio: come Gesù si protegge dalle intemperie, così gli uomini devono proteggersi dall'Aids».
«Non siamo anticlericali», ha aggiunto
Matteo Politanò, direttore responsabile di Ergo Sum, «anzi il primo numero della rivista, andato in stampa proprio nel giorno in cui è morto Karol Wojtyla, conteneva un ringraziamento al Papa».
«Da sempre ci occupiamo di attualità: in passato abbiamo trattato temi scottanti come la fecondazione assistita, il problema del precariato e quello dei Dico. Vogliamo semplicemente avere la possibilità di dire la nostra». La reazione da parte della Provincia, che in questi anni ha finanziato il progetto insieme con l'Università di Genova, è stata immediata: i fondi sono stati ritirati ed Ergo Sum sta per chiudere. «Ora siamo senza soldi e in debito di 2.000 Euro. È stato giudicato il lavoro di due anni in sole due pagine», ha continuato Politanò, «la Provincia ci ha accusati di non aver mai parlato di Europa, come invece era negli accordi. Ma da anni Ergo Sum ha avviato una partnership con
Work Out, rivista rivolta agli studenti di tutta Europa. Ogni mese, inoltre, pubblichiamo una rubrica che parla degli studenti dell'Erasmus».
Tramite un comunicato, anche l'Ateneo "esprime la propria riprovazione nei confronti dei contenuti del numero di aprile della rivista studentesca Ergo sum, contenuti che si discostano inequivocabilmente dall'atteggiamento, caratterizzante l'Ateneo stesso, improntato al massimo rispetto per i valori umani, sociali, culturali e religiosi".
A sostenere i ragazzi ci sono però molti studenti, alcuni intellettuali genovesi - da
Bruno Morchio a
Marco Lagazzi e
Claudia Priano - che
hanno espresso la propria opinione su mentelocale.it e
Paolo Vanni, direttore artistico di
Berio Café e candidato alle prossime elezioni come consigliere comunale: «ma qui la politica non c'entra. Io sto dalla parte dei giovani, e loro sono dei bravi ragazzi». Proprio Vanni ha organizzato ieri, martedì 8 maggio,
un incontro tra i redattori di Ergo Sum e Andrea Macco a Berio Café. Entrambe le parti sono d'accordo: «parlare è stato utile. Il confronto è stato civile e moderato».
Entrambi, però, restano nelle proprie posizioni: «Quelle immagini
hanno offeso i miei valori di cristiano», ha affermato il giornalista del Giornale, «quello che non mi va giù è che siano stati usati i soldi pubblici per insultare Cristo e la Chiesa».
Intanto alcuni politici appartenti al partito dei Radicali hanno espresso ai ragazzi di Ergo Sum la propria solidarietà, «e
forse porteranno il nostro caso all'attenzione del Parlamento».