Occhio a dove mettete i piedi, allo ZenaCamp inciampare su qualcuno accoccolato sul notebook è più facile di quanto non si creda. Affollamento a parte, il primo Bar Camp al pesto è stato un successo clamoroso: immaginatevi un paio di centinaia di persone provenienti da tutta Italia che per un giorno intero chiacchierano nell'ammezzato di Palazzo Ducale, a due metri dalla redazione di mentelocale.it. Argomento unico: internet.
Non potrebbe essere diversamente: ci sono alcuni dei bloggers più famosi del web italico, media ultracelebri come , startup come . Un assaggio psichedelico del world wide web: giornalisti, esperti di usability, professori universitari, hackers, artisti, filmmaker, fotografi, tecnici informatici. Tutti uniti nel nome del - l'evoluzione sociale di internet.
L'informalità regna sovrana, quasi una parola d'ordine, un marchio di riconoscibilità. Ogni sedia diventa una postazione internet wi-fi volante, un'organizzazione wiki in tutto e per tutto: è wiki l'iscrizione (chiunque può entrare nel codice del sito per inserire, cancellare o modificare il proprio nome), è wiki il programma e sono wiki le conferenze.
Naturalmente noi mentelocaliani non potevamo mancare, nonostante il sabato di sole e nonostante il ponte. La mattina alle 10 parte l'assalto al banco dell'accoglienza e al tavolo con la focaccia: mi consegnano uno spillone con logo, nome o nick e url del sito. Poi: ho voglia di raccontare qualcosa? Chessò, l'esperienza di mentelocale.it, o come si gestisce una newsletter, o i trucchi del giornalismo on-line... qualsiasi cosa. Basta prendere un post-it e attaccarlo in uno degli spazi liberi nel tazebao che gestisce le tre sale. 30 minuti per presentazione, tre presentazioni in contemporanea: c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono argomenti generali, come l'usabilità, l'e-learning o la democrazia in rete, altri che entrano nel dettaglio di piattaforme blog, tecnicismi e linguaggi. Tutto molto easy: si può interrompere, si scherza, si mangia assieme, ci si ferma per applaudire quando passano due sposi nell'atrio del Ducale.
Nel frattempo chi non segue fa conoscenza, complice lo spillone che associa una faccia sconosciuta ad un nome che in rete è invece famosissimo. C'è chi aggiorna in tempo reale il proprio blog ("sono a Genova al Bar Camp"), chi , chi registra interventi da mettere in podcast, chi fa foto e le carica al volo sul flickr. Noi ad esempio facciamo conoscenza con Robin Good - parlata romana, berretto da Fidel Castro, ma non fatevi ingannare: è un guru del web - che ci dà due dritte su come apparire meglio su Google (grazie!).
Insomma, indipendentemente dal grado di fanatismo internettaro che ognuno di noi può avere, lo ZenaCamp è stato un successone: un marasma creativo che ha davvero dato il polso delle potenzialità comunicative e interattive del web. Non ci resta che auspicarne un lieto ritorno: noi ci saremo!