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Di comicità, da queste parti, parliamo di rado. Commedie sofisticate e malinconiche, che lambiscono il dramma e suscitano la risata amara, a iosa. Ma commedie comiche, oltre i margini del demenziale, quasi mai. Oggi rimediamo.
L'umorismo americano da sala, di questi tempi, è un quasi monopolio del cosiddetto frat pack, un gruppo affiatatissimo di comici e amici, per lo più provenienti da quella miracolosa fucina di talenti che è il Saturday Night Live Show, che allestiscono progetti cinematografici a coppie o terne variabili, scambiandosi sostegni produttivi, idee e comparsate. Sono Ben Stiller, i fratelli Luke e Owen Wilson, Vince Vaughn, Jack Black e Will Ferrel. Mettendo da parte qualsiasi snobismo, bisogna ammettere che hanno tutti un talento cristallino. Cogliendo l'occasione di due recenti uscite home video, ci soffermiamo in particolare sugli ultimi due: Black e Ferrel.
Black, anche da noi, ormai si è fatto un nome: School of rock, Super Nacho e soprattutto il ruolo del regista visionario in King Kong, hanno messo ben in vista la sua faccia e la sua verve furiosa e iconoclasta. Ora esce Tenacious D and the Pick of Destiny, il suo lavoro più personale, etichettato nei manifesti pubblicitari come "il più grande film di tutti i tempi"... È il racconto delle vicende, dalla nascita alla consacrante disfida con il demonio in persona, del duo hard rock dei Tenacious D, composto da KG e JB (Kyle Gass e Jack Black, appassionati cotti di musica metal, che il duo hanno realmente fondato e con il quale incidono da tempo). Tutto girato tra amici, con almeno tre cammei clamorosi (Meat Loaf nel ruolo del padre di Black, Ben Stiller in quello del fanatico proprietario di un negozio di articoli musicali, e Tim Robbins nelle vesti di un decrepito rockettaro, zoppo e assai ambiguo), e in stato d'evidente libertà creativa, Tenacious D permette a Jack Black di lavorare (?) a briglia sciolta, liberato da qualsiasi dovere professionale, semplicemente mettendo in scena la propria indole barbarica. Se il personaggio vi piace, adorerete il film.
Molto più raffinato, e persino più esilarante, è Will Ferrell, comico straordinario e attore coi fiocchi. La sua filmografia conta sinora titoli da noi oscuri (Elf, Anchorman, Old School), e un paio di cosette più note (Vita da strega, con Nicole Kidman, e il recente Vero come la finzione). Ora il consiglio è di recuperarvi Ricky Bobby, dove tra l'altro Ferrel è affiancato da altri due nomi clamorosi: John C. Reilly (Magnolia, Chicago) e soprattutto Sasha Baron Cohen, di questi tempi alla ribalta per Borat, che conferma le doti di moderno commediante dell'arte con un'altra sfacciata, irresistibile maschera (quella del pilota francese). Il film è la storia stupidina e prevedibile dell'amicizia tra due piloti delle corse NASCAR, stolti come trichechi ma veloci come colibrì: dalla fama incrociata per caso, passando per l'improvviso fallimento, fino alla congrua rinascita. Detta così sembra quasi una cosa seria, invece il film è una filiera di gag demenziali: azzecatissime però, quasi tutte scorrette (il film andrebbe vietato agli under 14), e soprattutto mai gratuitamente triviali (che abisso di cultura e intelligenza con le nostrane pseudo-ilarità natalizie, scarti radioattivi e maleodoranti di un palinsesto televisivo defunto e già marcito). Veramente gustosissimo.
Chiudendo. Non c'entra nulla, ma in settimana ho recuperato pure Profumo - Storia di un assassino, dall'omonimo, celeberrimo romanzo di Patrick Suskind. Non so cosa abbiate letto o che vi abbiano riferito (se ne sono dette di tutti i colori) ma il film vale la pena, e la vale eccome. La storia, già si sapeva, è stupefacente, ma la messa in scena è all'altezza della situazione. Con la ciliegina del vecchio profumiere italiano interpretato da Dustin Hoffman, che ascoltato in lingua originale regala fremiti di piacere. In DVD singolo o doppio da Medusa.
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