Anche se non ne avrebbe i requisiti Bruno Morchio sarà l'ospite del prossimo appuntamento di
Genovainedita, rassegna letteraria dove si propongono scritti non ancora pubblicati. Alzo la cornetta e chiamo l'autore della saga di Bacci Pagano, col quale si scherza subito a proposito dei suoi titoli. «In realtà, io non ho nulla di inedito - dice - quello che ho scritto hanno pubblicato». Non lo fa per tirarsela, è un dato di fatto. Lui, sornione com'è e con un trasloco finito da pochissimo sul groppone, non ha chili di papiri e diari nel cassetto, per cui deve darsi da fare per produrre un testo nuovo di pacca: «ho scritto un racconto brevissimo, in terza persona, per la presentazione del libro nuovo, che si terrà a Lugano a maggio. Leggerò quello e i primi capitoli del romanzo, il cui titolo provvisorio è
Le cose che non ti ho detto». Appuntamento per
giovedì 26 aprile 2007, come al solito alle ore 21.30 circa, nel piano ammezzato di Palazzo Ducale.
Le cose che non ti ho detto vedrà il ritorno in libreria dell'investigatore genovese, probabilmente il prossimo autunno. Questa volta Pagano è assoldato da Mara per seguire uno psicologo depresso, che beve ed ha anche cercato di uccidersi. I due si erano conosciuti vent'anni prima in occasione di un caso finito molto male: un giovane paziente dell'analista era stato ucciso a Bangkok, e Bacci non era riuscito a cavarci un ragno dal buco. «Fulcro del libro è il gioco dello specchio - dice Morchio - Bacci e il suo cliente si analizzano a vicenda, ripartendo da quell'episodio lontano, che ha segnato la vita di entrambi».
In quest'ultima opera lo scrittore rende omaggio ad alcuni grandi della letteratura. «Credo sia anche qualcosa in più di un omaggio. La narrativa fa riferimento in modo forte alla letteratura. In
Le cose che non ti ho detto ci sono parti narrative prese da alcuni libri fondamentali: tra questi sicuramente
Il lungo addio di Raymond Chandler,
L'ultimo bacio di James Crumley,
Dalla parte di Swan di Proust e
Il giardino dell'Eden di Hemingway».
Ci sono alcune novità che riguardano l'ultima fatica Bacci Pagano. Intanto torna a Genova, dopo l'avventura sarda di
Con la morte non si tratta. Le scene principali si svolgono a Sant'Ilario e nella casbah di Prè. Ricompare anche Jasmine, la prostituta della Costa D'Avorio, spedita a casa dal vicequestore Manzi, che torna con un ruolo tutt'altro che marginale.
«Questa storia mi ha preso molto, ne sono uscito stanchissimo», prosegue l'autore. Quindi? Prendi una pausa? «Penso proprio di sì, almeno qualche mese». Il tempo di scrivere qualche inedito...