Marìa, Juanita, Vicky, Mena e Nitzia. Cinque donne unite da
una vita trascorsa nella periferia di Madrid. Povertà, cattive compagnie, droga: come sfidare il destino? Se Marìa sceglie il pugilato come palliativo al suo male di vivere, Juanita si concentra sull'amore per la sua bambina. Vicky cerca di redimersi dopo la prigione, che l'ha cambiata, e Nitzia, musulmana, combatte contro un padre violento. Spesso però la volontà non basta e ai soldi, che non bastano mai, non si resiste: per ottenere ciò di cui hanno bisogno le ragazze mettono a segno alcune rapine, formando una vera e propria
banda criminale tutta al femminile. Ma il fine non giustifica i mezzi.
Stiamo parlando del film
A golpes - a colpi, diretto dallo spagnolo
Juan Vicente Còrdoba e proiettato ieri, lunedì 16 aprile, al cinema America nell'ambito della
Rassegna del Nuovo Cinema Europeo.
Il personaggio di Marìa ha riportato sugli schermi il pugilato al femminile, già visto nel pluripremiato
Million Dollar Baby di Clint Eastwood: anche in questo caso la box è strumento di redenzione. Ma più che di sport il film sottolinea la violenza fatta e subita da chi vive in un quartiere malfamato.
Il film è convincente e a tratti quasi documentaristico, tanto che gli attori sembrano davvero presi dalla strada. Non è così: la protagonista,
Natalia Verbeke, è un'attrice piuttosto nota in Spagna. Gli altri hanno già avuto esperienze nel cinema, a teatro o in tv.
Il pubblico genovese, che ieri ha riempito la sala, ha applaudito e accolto con calore il regista. Bravo sì, ma anche molto furbo: ha promesso una copia del cd della colonna sonora del film a chiunque gli avesse fatto una domanda. Detto, fatto: le domande non finivano più.
«Io stesso
sono nato e cresciuto in periferia», ha detto Còrdoba, «ci sono tornato mentre preparavo la sceneggiatura del film per rivivere quei momenti. Ho parlato con le persone che vivono lì e ho voluto che anche gli attori stabilissero un contatto con loro». Ma come è stato accolto
A golpes in Spagna? «Non è andato male, ma ci saremmo aspettati qualcosa di più. Il pubblico di classe medio alta non ha creduto nel realismo del racconto, mentre gli abitanti delle periferie non hanno voluto identificarsi nella drammaticità della storia».
Nel film il tema più importante è la violenza: «a Madrid 2000 ragazzi fanno parte di bande giovanili. Non c'è lavoro, non c'è istruzione e
prevale un'educazione machista. Le donne cercano di emergere e a volte lo fanno nel modo sbagliato, come accade alle mie protagoniste».