Il nome suona
chic ma, stringi stringi, non è altro che roba usata.
Un tempo era un fenomeno
underground, oggi trova spazio su tutte le migliori riviste di moda e diventa assolutamente
cool.
Ma roba usata è e tale rimane.
E allora, cosa fa del
vintage un fenomeno da modaioli?
Nulla. Il mercato dell'usato c'è sempre stato e poco importa se di questi tempi è più o meno "in". I veri appassionati del
vintage sono, infatti, gli stessi di ieri: intenditori, cultori della qualità, dei bei tessuti e dei pezzi unici. Gente che passa ore ed ore a spulciare nei mercatini e nei negozietti, alla ricerca di un abito o di un accessorio unico: un
tailleurino Chanel anni '50, una giacca in pelle, un abito stile Audrey Hepburn. E ancora occhiali da sole, spille, borse e scarpe.
Cappotti,
trench Burberry e felpette Adidas sono invece i prodotti da uomo che vanno per la maggiore: un fenomeno per tutti i sessi e le età insomma.
Ma se l'idea di comprare nell'usato vi attira per il prezzo, vi sbagliate alla grande. Non si compra
vintage per risparmiare, o almeno, non solo. I prezzi sono infatti abbordabili ma non sempre i più bassi del mercato. Per capirci, se volete stare attenti al portafoglio e essere alla moda, i luoghi adatti - pena la qualità - sono le grandi catene stile H&M (leggi
Dalla Svezia per lei e
Dalla Svezia per lui), dove comprare a prezzi ridotti e in fretta. Già, in fretta: oggi il tempo manca anche per lo
shopping e, per rimediare, si tende ad acquistare una gran quantità di prodotti seriali e anonimi lì su due piedi.
Vintage è, invece, anche
tempo e pazienza, attenzione nella scelta dei pezzi e cura nella prova dei capi.
Vintage è, insomma, passione. E, tirando le somme, un fenomeno di nicchia.
Andando sul pratico, difficile è dare indicazioni sui
prezzi. Per quanto riguarda i negozi, si può partire dai 20 euro di una camicetta ai 200 di un cappotto firmato. Ma se volete divertirvi, ci sono anche tanti mercati in cui perdersi tra cumuli di vestiti, come Prato o Aresina a Napoli. Qui è facile fare buoni acquisti a prezzi davvero stracciati (ancora mi vanto delle mie
decolletè di vernice nere comprate a 2 euro alla fiera di Senigallia a Milano e la mia amica Alice indossa entusiasta un cappottino in pelle pagato 3 euro a Napoli). Ma è altrettanto facile andare incontro a fregature: un pericolo inesistente se ci si rivolge al commerciante del negozietto di fiducia, che ha già selezionato, nei capannoni e mercati in giro per il mondo, i pezzi migliori.
Se non avete mai comprato
vintage è meglio che seguiate alcune dritte che mi son fatta dare dai commerciati del settore. Intanto per cominciare,
date retta al vostro istinto: un capo piace o non piace, c'è poco da fare. E a niente importa se è griffato o meno.
Provatelo e riprovatelo, perché sono tagli diversi da quelli a cui siamo abituati, "cascano", come si dice, in modo diverso. E, infine,
fatevi consigliare dal negoziante: dare un'occhiata è utile per farsi un'idea ma rischia di essere dispersivo.
Vestire "d'annata" - che, anche se meno
cool, non è altro che la traduzione di
vintage - è bello. Diverte sia durante l'acquisto, sia al momento di abbinare e vestirsi. I posti dove farlo non mancano: a Genova ne trovate in
via Macelli,
vico San Matteo,
via Ravecca,
via ai quattro canti di San Franceso e
via Gramsci.
Per quanto mi riguarda, trovo ottimi capi nell'armadio della nonna.