Due serate nella sua Genova, due serate tra amici - tanti -
aficionados e tantissimi internauti. Tutti presenti -
oltre 15.000 in due serate - e tutti pronti al
Reset, all'azzeramento di quello che pensiamo di sapere per quello che dobbiamo sapere.
È un Grillo in gran forma quello che tiene banco per oltre due ore al Palasport di Genova che, per l'occasione, mette da parte i suoi tradizionali problemi di audio grazie ad un impianto finalmente all'altezza.
Grillo pensa subito alla sua Genova che non fa montare la testa a nessuno. «Quando torni - racconta il comico premiato come eroe europeo del 2006 - la gente quasi non ti saluta. È sempre più quello che devi fare di quello che hai fatto».
Poi va subito giù duro con
Riccardo Garrone - che, offeso per gli attacchi subiti, il saluto gliel'ha negato davvero - e con i signori del petrolio. «Grazie ad una legge del 1992 e che il Ministro Pecoraro Scanio si è impegnato ad abolire, raffinatori e petrolieri si sono intascati oltre
35 miliardi di euro. Quei soldi, il 7% delle nostre bollette, destinati allo sviluppo di fonti alternative, sono utilizzati per comprare calciatori e soprattutto per avvelenarci».
Non mancano le stoccate al Governo che ha compattato in solo 12 i 128 punti con cui spinse quattro milioni e mezzo di persone ad andare alle primarie. Grillo parla di scuola, di sviluppo e di un futuro progettato da ultra settantenni che non lo vedranno neppure. L'ilarità si scatena quando si parla delle avventure del Portavoce Sircana e di turismo. Sui tre maxi schermi appare il
Ministro Rutelli che in un inglese da scuola media presenta l'Italia ai turisti di tutto il mondo: il suo incerto:
Plis vist itali! è quasi meglio dell'immancabile battuta su Andreotti.
L'Italia raccontata da Grillo è un'Italia che deve ripartire dalle piccole cose e deve essere capace di mandare a casa, una volta per tutte, i politici che disattendono le aspettative dei cittadini.
Nella sua analisi spietata non dimentica nessuno, non i giornalisti «che fanno campagne di odio invece di informare. Hanno declassato il nostro paese al 58° posto nella libertà di stampa, persino il Botswana ha giornali migliori dei nostri». È volontariamente provocatorio quando parla dei sindacalisti brigatisti che, forse, «nauseati da quello che vedono dall'interno del mondo del lavoro, che uccide 1200 persone l'anno, finiscono col scegliere una strada che non ha giustificazioni, ma che è frutto di una rabbia interna tale da non potersi fermare».
Il cuore dello spettacolo è ovviamente legato all'informazione e alla grande valenza che il suo
blog - tra i primi dieci al mondo - riesce ad avere. Centinaia di migliaia di iscritti, milioni di contatti ed una capacità unica di informare lo hanno reso un punto di riferimento importante tanto che ci sarebbe da chiedersi quali siano i prossimi passi di una
community che è sempre più un partito ufficioso. Raccoglie infatti informazioni, propone leggi e si fa promotore di iniziative rivoluzionare come quella per cui Grillo, per un giorno, grazie alle deleghe degli azionisti, diventerà forse l'azionista di maggioranza di Telecom.
La lotta tra lui e il Trochetti Provera - che apostrofa da anni il
Tronchetto dell'Infelicita - continuerà così nel cuore della più grande società italiana, la sola comprata con i debiti e controllata da chi di fatto ne detiene meno dell'1%.
In attesa che Grillo riesca nel suo intento - tagliare il tronchetto - c'è anche il tempo di incontrarlo in
Second Life dove il suo avatar sarà pronto ad accogliere i suoi ospiti in una bolla costruita da Renzo Piano sulla cima di un vulcano. Tra avatar e alias - assicura Grillo - c'è posto per tutti. «Tra flutti e zampilli c'è anche quello per Garrone ma - si raccomanda - se lo incontrate non salutatelo».