«Già durante i Grand Tour ottocenteschi si esaltava la bellezza scenografica di Genova». Con queste parole Andrea Guglielmino mi fa strada fra gli scaffali della sua libreria al Porto Antico per presentarmi gli autori del calendario Genova 2008: Enrico e Giacomo Chiarella - padre e figlio - di .
Dopo la chiusura di Tormena Editore, KC è diventata, in città, un punto di riferimento per l'editoria turistica. «A Genova mancava da anni un calendario ufficiale della città: una grave carenza nella promozione turistica», spiegano Enrico e Giacomo, professione tipografi, editori per passione. Così nasce, lo scorso anno, il calendario 2007: dimensioni ridotte e foto di qualità discreta, ma un prodotto ben venduto, a dir degli editori. Poi Il Secolo XIX pubblica un articolo in cui denuncia la singolarità, a Genova, del calendario KC: i due Chiarella trovano così conferma nell'importanza del loro lavoro e fanno il bis.
Un calendario genovese in tutto e per tutto, ma nella qualità non si transige: «Il business di KC è la tipografia. Nell'editoria investiamo solo in ciò in cui crediamo davvero. Insomma, per noi questo è un gioiellino, curato nei dettagli tecnici, poco importa quanto ci è costato. E anche per gli scatti abbiamo voluto quello che per noi è un grande fotografo della scena genovese, Stefano Goldberg», spiega Chiarella junior.
Per quanto riguarda i contenuti, la scelta ha dovuto mediare le richieste turistiche e quelle dei cittadini genovesi, come uno scatto del Ferraris.
Altra linea guida del calendario è l'accostamento di passato e futuro, tradizione e novità: la Lanterna è vista in mezzo alla quotidianità portuale, tra gru, container e rimorchiatori; il Galata è accostato ai pescherecci, e una vecchia chiatta ha alle spalle la Genova dello sviluppo, con il porto e il Matitone. Non manca uno scatto al Forte Puin, uno dei tanti delle mura che cingevano la città.
Il calendario Genova 2008 sarà in tutte le librerie della città dalla prossima settimana al costo di 14 Eu.
«Posso citarvi Ivano Fossati?», interviene Guglielmino, «chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare».