Gianfranco Tiezzi è «un ragazzo di 48 anni», come si definisce lui, ma è certamente più noto come Assessore al Ciclo dei Rifiuti e Igiene del Comune di Genova, carica che l'ha visto impegnato negli ultimi due anni a definire la politica ambientale cittadina. Con lui tastiamo il polso all'ambiente genovese, argomento decisamente trasversale.
Tanto per cominciare, come siamo messi con la raccolta differenziata, croce e delizia del cittadino responsabile? «Oggi siamo al 23% ma dobbiamo arrivare al 40. Per raggiungerlo abbiamo appena lanciato una campagna di sensibilizzazione, "basta un gesto per fare tanto"».
L'impegno del cittadino è al centro di tutto, senza un minimo di sacrificio è inutile stare a parlare di sensibilità ecologica. «La raccolta differenziata costa», sottolinea Tiezzi, «ma è giusto farla per educarci al rispetto e perché alla fine si produce un risparmio ambientale». Il piccolo gesto che siamo chiamati a fare si limita a separare quattro tipologie di rumenta, carta, vetro, plastica e alluminio: rispetto alla precisione maniacale del Nord Europa si tratta davvero del minimo indispensabile.
«Sperimenteremo anche il porta a porta in un paio di quartieri, a Pontedecimo e Voltri. Ma prima di spendere risorse per questa modalità dovremo sfruttare meglio il sistema tradizionale di raccolta», puntualizza l'Assessore. Le settemila campane (diventeranno ottomila nel corso dell'anno) sono infatti piene solo per un terzo. Per cominciare, Tiezzi chiede di separare almeno vetro e carta: «stiamo parlando al massimo di 4-5 bottiglie e 2 o 3 riviste, una volta alla settimana».
A fronte di questo piccolo gesto, grande è invece lo sforzo per riparare ai danni ambientali: «nel solo territorio comunale abbiamo censito 71 discariche abusive, senza contare quelle piccole», spiega Tiezzi, «in un anno ne abbiamo bonificate 18, spendendo circa trecentomila euro». Mica bruscolini. Per disinnescare questo problema sono state create le Isole ecologiche, «ora sono quattro, ma dovremo arrivare ad averne nove».
Fra le novità dello scorso anno, la scomparsa della TARSU - la famigerata tassa sulla rumenta - sostituita dalla TIA, Tariffa d'Igiene Ambientale, che ingloba anche la spesa per la raccolta della spazzatura. «Quella resta una parte dell'articolazione della tariffa, che, almeno per le utenze familiari, cerchiamo di proporzionare il più possibile sul numero di teste che abitano un appartamento. Sfortunatamente la produzione dei rifiuti non è come il rubinetto del gas».
Notizie tutto sommato buone giungono dal fronte dell'inquinamento atmosferico, visto che Genova conta un terzo degli sforamenti, ad esempio, di Milano. «Restano alcune criticità da risolvere», ammette Tiezzi: «il traffico innanzitutto, e qui scatterà a settembre il divieto di circolazione per gli Euro 0. Io stesso ne ho due e dovrò farne a meno». Poi c'è la centrale a carbone dell'Enel e il movimento portuale: «ogni nave che resta ferma coi motori accesi inquina 1/10 della centrale Enel». Infine, il riscaldamento: «con una buona manutenzione e il cambio delle calderine vecchie si potrebbe avere un sensibile abbattimento dei gas nocivi».
La domanda d'obbligo sapete già qual è. L'inceneritore.
«L'inceneritore è una scelta obbligata», risponde deciso Tiezzi. «Il sito è Scarpino. Abbiamo fatto questa scelta, nel rispetto del raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata, per evitare che le future generazioni ci mandino a quel paese».
«Le discariche, per legge, dovranno essere ridimensionate e potranno assorbire sempre meno rifiuti. E, checché se ne dica, i rifiuti aumentano del 2-3% annuo». La discussione non è più inceneritore-sì / inceneritore-no, ma inceneritore-come. «Se si potrà scegliere un impianto che garantisca "zero emissioni", lo sceglieremo. La tecnologia verrà indicata di comune accordo con Università, IST, Arpal e Circoscrizioni. I fondamentalismi sono fuori luogo. Non vorrei che dietro certe battaglie ci siano gli interessi di Comuni che l'inceneritore l'hanno già realizzato», conclude l'Assessore.
In chiusura, vorremmo sapere cosa c'è di vero nei sussurri che indicano Tiezzi futuro vicesindaco nel caso dell'elezione di Marta Vincenzi. «Per ora», sorride lui, «sono impegnato nella campagna elettorale. Ho una squadra che ha passione e che si diverte, e quest'anno abbiamo deciso di spenderci un po' di più. Se poi verrà un buon risultato, bene. Non mi interessa assumere cariche non meritate, ma essere una risorsa da utilizzare nel miglior modo possibile».