Il cast di Nip/Tuck
Tanto per cambiare, due cose sui serial TV.
In America sono ormai 6 o 7 anni che sfornano delle meraviglie: non semplici telefilm, con quattro scenografie quattro e gli stessi intrecci tra i medesimi 5 personaggi ripetuti alla nausea. Non parliamo di fiction da camera, neanche ci siamo vicini. 24, Desperate Housewives, Lost, I Soprano, CSI, The shield e chi più ne ha più ce ne infili. Questo florilegio di fiction di lusso, figlie di budget colossali (permessi dal triplice sfruttamento: TV via cavo, TV in chiaro, DVD) e sostenute da sceneggiature sovente superiori al meglio cinema da sala (il respiro ampio della serialità consente approfondimenti e sfumature impensabili nello spazio delle canoniche due ore), ha generato riviste specializzate e fenomeni di culto a non finire. Ognuno poi, si capisce, dall'oceano delle produzioni pesca quel che più gli aggrada. Nel caso di chi scrive, in cima al podio sta Nip/Tuck.
I dottori Christian Troy e Sean McNamara possiedono una clinica privata per la chirurgia estetica. Sistemano quel che non va. Ogni episodio comincia con la domanda seminale: «Cosa non le piace di lei Mr/Mrs...?». Quel che non sanno sistemare sono le loro vite. Troy, scapolo irresistibile e impermeabile all'affetto, tratta le donne come spazzolini ma nuota sovente nel vuoto esistenziale. Finisce così per cercar riparo e riferimenti emotivi all'ombra della famiglia di McNamara, che nuota tuttavia in acque agitate.
C'è il filo rosso dei protagonisti e delle loro vite che attraversa tutta le serie, ci sono personaggi secondari che si ripresentano a intervalli regolari, sottotrame che occupano quattro o cinque episodi, ed infine ci sono i singoli pazienti, che sovente arrivano e se ne vanno nel battito d'una puntata.
Liberatorio, voyeuristico, cinico oltre misura (Troy è un adone misogino come pochi, ma brilla anche di intelligenza e ironia), ma anche sofferto, piagato, dolcissimo negli intrecci sentimentali, brillante d'ottime regie e benedetto da una fotografia luminosissima, quasi ospedaliera, Nip/Tuck merita l'acquisto senza indugi. Sugli scaffali dei negozi, ancora per un po', trovate la prima serie (a detta di molti largamente la migliore) in offerta a nemmeno 30 euri.
Rimanendo in ambito seriale, la Panini Video colma in questi giorni una lacuna clamorosa del panorama anime in Italia, distribuendo una magnifica edizione di una delle opere più significative di quel maestro giapponese del cartoon che risponde al nome di Kon Satoshi. Si tratta di Paranoia Agent, e racconta, in 13 episodi di 24 minuti l'uno (divisi in 3 DVD), le vicende di un misterioso ragazzino munito di mazza da baseball metallica. Che dispensa liberatorie mazzate sul cranio di quanti versano in condizioni disperate di stress e alienazione. Al di là del livello tecnico dell'opera, indiscutibile, di Kon non si può non amare lo sguardo: gustatevi le sigle di testa e coda di ogni episodio, in cui tutti i (molti) personaggi della serie sono "sorpresi" dapprima mentre ridono di gusto, soli in ambienti strambi e immaginifici, quindi beatamente addormentati su un prato verde. Gentile e divertita, ma anche sottilmente inquieta, l'indole artistica di Kon gioca a coccolare e poi colpire alle spalle lo spettatore, sempre mirando alla riflessione alta.
I tre DVD saranno in vendita, rispettivamente, a partire dal 29 marzo, dal 19 aprile e dal 24 maggio. Acquisto doveroso almeno per chi ha amato i grandi successi del regista: Perfect Blue, Millennium Actress, Tokyo Goodfathers. Comprate e godete.
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