Mircea Eliade
«Se Dio non esiste allora tutto è cenere». Questo, in estrema sintesi, il nocciolo del pensiero di Mircea Eliade. Filosofo, storico delle religioni, antropologo, scrittore, nacque in Romania nel 1907 ed è considerato una delle figure intellettuali più complesse e intriganti del Novecento.
In occasione del centenario della sua nascita il Centro Culturale Europeo gli ha dedicato un convegno dal titolo La riscoperta del sacro. Sul banco dei relatori Florin Turcanu, biografo di Eliade; Natale Spineto, il massimo studioso italiano del rumeno, e Roberto Mussapi, poeta e suo grande estimatore.
Sin da giovanissimo Eliade dimostra la sua vivacità, pubblicando il suo primo scritto a quattrodici anni. Laureatosi in filosofia, parte per l'India dove studia lo yoga.
Il suo interesse si concentra da subito sulla dimensione religiosa dell'essere umano: «l'uomo è per natura homo religiosus. Elemento essenziale della condizione umana, infatti, è il senso del sacro», sono parole dello stesso Eliade.
Il suo lavoro si basa sull'analisi approfondita delle civiltà arcaiche: in ogni parte del mondo Eliade rintraccia elementi comuni di ritualità, nel lavoro, nel gioco, nella sessualità, persino nell'architettura. Diventa un guru nell'intepretazione dei riti sacri: «in America veniva considerato l'Einstein di questa materia», dice Natale Spineto. È considerato l'inventore del termine ierofanìa (manifestazione simbolica del sacro) diventato di uso comune.
In Romania la sua carriera subisce un brusco rallentamento a causa dell'amicizia con Nae Ionescu, legato all'organizzazione di estrema destra La guardia di ferro. È costretto a spostarsi prima a Londra, poi a Lisbona e Parigi. Ma è a Chicago che trova una collocazione definitiva, sulla cattedra di Storia delle religioni.
Il poeta Roberto Mussapi, che lo ha conosciuto, dice: «per è stato un modello poetico, leggendolo ho capito che la poesia è nel Dna degli uomini come il senso del sacro». E prosegue: «Eliade diceva di avere un lato solare e uno lunare. Di giorno beveva acqua, caffè, mangiava frutta. Alle sette di sera si versava uno scotch e iniziava un'altra vita. Genova è una città molto eliadiana, piena di chiaroscuri».
Nella seconda parte del convegno ha avuto luogo la proiezione del film-intervista Mircea Eliade et la redécouverte du sacré di Paul Barba-Negra. Si tratta di un mediometraggio girato in periodi diversi, nel quale Eliade descrive i princìpi fondamentali del suo pensiero.
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