Il Laboratorio di Informatica Musicale porta avanti progetti di ricerca scientifica e musicale, design, sviluppo e sperimentazione di tecnologie e sistemi per musica, danza, teatro,
edutainment e musei.
Così si legge sul sito della Facoltà di Ingegneria, dove viene indicata la
mission di una struttura attiva nella ricerca, nella progettazione, nella realizzazione e nella sperimentazione di sistemi per l'informatica musicale e per applicazioni multimediali e multimodali.
Antonio Camurri, docente di "Ingegneria del Software" al IV anno e di "Progettazione e Produzione Multimediale" al V anno di Ingegneria Informatica dell'Università di Genova, ha fondato e dirige il Laboratorio.
Professor Camurri, quando nasce il Laboratorio di Informatica Musicale?
Nel 1984. Oggi ci lavorano circa dieci persone, che portano avanti, oltre alla ricerca, anche la didattica.
Che cosa sviluppate nell'ambito di progetti di ricerca internazionali?
Ambienti multimodali interattivi, per l'acquisizione in tempo reale di informazioni su movimento, voce, suono, allo scopo di generare e controllare musica,
visual media e robot mobili.
Con quali applicazioni?
Le applicazioni sono molteplici: dal teatro alla danza, dalla musica alla fruizione museale, dall'intrattenimento alle interfacce intelligenti multimodali, alla riabilitazione cognitiva basata su bio-feedback, addestramento di personale, didattica, ecc.
Che cos'è la macchina museale-teatrale?
Si basa su un robot su ruote, una macchina utilizzata in eventi pubblici come "cicerone" e "attore / esecutore" in concerti multimediali. Il sistema è in grado di esibire uno "stato emotivo" attraverso suono,
visual media e modo di muoversi.
Avete utilizzato una macchina del genere anche nei musei genovesi?
Per esempio, nel 1997, alla Città dei Bambini, nel Porto Antico, abbiamo fatto un primo esperimento con un robot / cicerone / compagno di giochi. Il computer controllava il robot e, a seconda dei messaggi vocali e sonori che riceveva, modificava luci e suoni.
E al Padiglione del Mare e della Navigazione?
Abbiamo realizzato un progetto musicale e di sonorizzazione innovativo. Prevedeva l'ideazione e la realizzazione di una componente sonoro-musicale e di una componente hardware-software atta a realizzarla. Questo materiale musicale di supporto alla fruizione si proponeva di valorizzare i contenuti museali preesistenti.
Come ci siete riusciti?
Attraverso la produzione ed elaborazione di materiale sonoro di origine naturalistica e di sintesi digitale, inclusi voci e rumori relativi all'ambientazione in alcune zone espositive; l'utilizzo di sofisticate tecnologie, come sistemi elettronici originali sviluppati nel Laboratorio DIST, per la manipolazione e sintesi del suono, come la spazializzazione di sorgenti sonore, cioè la percezione di una o più sorgenti sonore in movimento; la creazione di un fronte sonoro tridimensionale e timbricamente ricco, costituito da più "strati" sonori disposti nell'area museale.
E il pubblico come interagisce?
Il pubblico presente oppure da casa partecipa a esperienze didattiche attraverso l'interazione fisica, gestuale e vocale, in spazi appositamente concepiti, dotati di dispositivi interattivi.
Il futuro?
Future espansioni del sistema prevedono l'integrazione e la sincronizzazione con dispositivi multimediali: videoproiezioni, diapositive, motori per scenografie mobili, ecc.; la fruizione attraverso internet, ad esempio con altre realtà museali, o da casa, di parte delle risorse del museo.
Cos'è il progetto EyesWeb?
La piattaforma sperimentale EyesWeb
(nella foto) per lo studio e lo sviluppo del nostro approccio consiste di un'architettura allargata all'hardware e al software. Il software consiste di un linguaggio visuale e di un set di moduli riutilizzabili, che possono essere usati per costruire pezzi diversi nei linguaggi musicali informatici comuni ispirati ad analoghi sintetizzatori.
È ciò che intendete con la parola-chiave Kansei?
Sì: a noi interessa la tecnologia dell'emozione. Catturare dal gesto l'emozione, l'aspetto non verbale della comunicazione.
Cioè l'interpretazione dell'interprete?
In poche parole: vogliamo alimentare la ricerca scientifica con il settore umanistico, per dedurre modelli computazionali dell'espressività.
Per?
... produrre nuove generazioni di oggetti multimediali e creare nuovi eventi artistici.
Laboratorio di Informatica Musicale
DIST - Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica
Università degli Studi di Genova - Facoltà di Ingegneria
Villa Bonino - Viale Causa 13 - 16145 Genova
Tel. 010-3532201 - fax 010-3532948
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