Genti di Dio è un viaggio alla ricerca delle frontiere interne dell'Europa, dei confini immateriali, delle fedi. Ed è anche il nome del progetto più importante dell'antropologa e scrittrice di origine polacca
Monika Bulaj, grazie al quale ha vinto nel 2005 il
Grant in Visual Arts della European Association for Jewish Culture.
Il
Centro Culturale Europeo ha deciso di portare le immagini del suo
reportage - frutto di un viaggio durato dieci anni, dal 1985 al 2005 - presso la Loggia degli Abati di
Palazzo Ducale a Genova.
Martedì 6 marzo 2007, alle ore 18.00, l'esposizione inaugura con la presenza della protagonista.
Viaggiatrice delle periferie d'Europa, Bulaj esplora mondi in bilico fra cristianesimo, islam ed ebraismo, cattolicesimo e ortodossia. La mostra si spinge lontano, oltre il mondo carpatico, arriva ai confini del Mar Caspio, scende lungo il Bosforo, si addentra nella Istanbul più segreta, risale sui monti della Bulgaria dove suonano le zampogne, si perde tra Tibisco e Danubio nella terra dove vivono gli zingari narrati dai film di Kusturica, risale a Nord verso l'Ucraina occidentale, nei monasteri dove sopravvive l'ortodossia più antica, più passionale, più radicata al grembo della grande madre Russia. Luoghi di fede passionale, mistica.
Monika Bulaj è nata a Varsavia nel 1966, fotografa e scrittrice, pubblica reportage sui confini estremi delle fedi e scrive sceneggiature per documentari. Collabora a
D-La Repubblica,
Io Donna-Corriere della Sera,
National Geographic,
East,
Courrier International,
Gazeta Wyborcza,
Internazionale,
GEO.
Ha pubblicato i libri
Libya felix (Bruno Mondadori),
Donne, storie (Alinari),
Gerusalemme perduta con Paolo Rumiz (Frassinelli), e
Figli di Noè (Frassinelli). È regista, fotografa e sceneggiatrice del film documentario Figli di Noè, prodotto da Lab80 FILM.
«Foreste infinite e cavalli nel grano, stelle e lumini, rigagnoli nella neve, villaggi e formazioni di oche al tramonto, icone nella penombra, profumo di betulla e incenso, canzoni di pastori e battellieri, biascicar di preghiere, treni che si fermano in mezzo al nulla, cimiteri di popoli dimenticati o scomparsi, fiumi sotto la Luna. Periferie incantate, segnate dalla Storia.
Non sono solo le periferie d'Europa. Sono anche le periferie delle fedi. Periferie speciali, dove i monoteismi oggi in conflitto generano - a sorpresa - terreni di coabitazione.
Fedi passionali e fedi popolari, radicate al territorio, all'anima delle acque, dei boschi, alla tomba di un profeta o di un santo. Ma capaci, anche, di travolgere le frontiere implacabili delle confessioni».
Monika Bulaj
Per informazioni
Tel. 010 5338 403 - 405
www.centroculturaleuropeo.it