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Visioni e frasi spezzettate si affacciano alla mente. Settimana di visioni matte e disperatissime.
Sopresona da Luc Besson, uno che in carriera ha azzeccato un film uno (Leon, of course): Angel-A è una commedia romantica d'esportazione, cristallizzata da un bianco e nero incantato in una deliziosa immobilità. Parigi è Parigi, come l'abbiamo sempre amata noi superficiali visitatori biennali: una cartolina per turisti scintillante di luci, addormentata sulla Senna, increspata di panchine perse nel verde. E il cuore del film, un grido d'amore in onore dell'insicurezza solitaria e ansiogena del maschio contemporaneo, quasi commuove. Bella sorpresa e onorevole chiusura per quella che a detta del (quasi) autore francese sarà l'ultima sua opera con attori in carne e ossa (ora al cinema ci trovate il suo primo cartoon, gli animati Minimei).
Poi. Finalmente ho recuperato Le tre sepolture di Melquiades Estrada, esordio alla regia del magnifico Tommy Lee Jones, su una sceneggiatura di quel furbastro di Guillermo Arriaga, celebratissimo sceneggiatore di fiducia di Inarritu (Amores Perros, 21 grammi, Babel), sempre sedotto dalle piaghe dell'anima e dagli arzigogolii diegetici (la consecutio temporum gli fa un bidet). Ma comunque. Se la storia è quel che è, gli attori sono grandi davvero: oltre a Jones, secco e malinconico come i desolati panorami desertici per cui cavalca, ovazioni convinte vanno alzate a Barry Pepper, la cui nevrotica e feroce immaturità non lascia mai indifferenti. Un magnifico confronto d'attori. Cinema di grande respiro e sfacciata onestà che fa bene ai nervi.
E ancora. Mai stato un fanatico dei cartoon 3D. Pletore di animali burloni hanno già provveduto a devastarmi la pazienza. E invece. E invece Monster House è un gioiellino. Secondo esperimento con la motion capture (la tecnica per cui l'abito animato viene cucito su attori in carne e ossa, recitanti per davvero) dell'accoppiata produttiva Zemeckis-Spielberg dopo l'inutile (e un po' dannoso) Polar Express, la storia di due ragazzini sfigatissimi che affrontano le paure dell'infanzia (incarnate da burberi vicini e case maledette) con malcelata insicurezza ma solida amicizia, dice cose note ma con garbo e sense of humor invidiabili. Stupefacenti le animazioni: il contributo attoriale dona alle movenze dei personaggi in pixel un'evidente e sorprendente scintilla d'umanità. Divertente, formativo, arguto, perfetto per grandi e piccini.
E per chiudere, dopo tanta bontà, uno sconsiglio: evitate con fermezza Snakes on a plane. Frenate i singulti stracult, castrate le bovine debolezze pseudo-cinefile, datevi un po' di contegno. Questo è cinema che non serve a nulla, e nonostante Samuel Jackson che sbraita, salta, corre, bestemmia e spappola rettili a destra e a manca. Zero cervello e quindi zero divertimento: come se fare trash di qualità (mi perdonerete il congruo ossimoro) fosse roba semplice.
Da segnalare che i primi due dvd segnalati, della 01, presentano entrambi tra i contenuti speciali, dei making of di una mezz'oretta simpatici ed esaustivi. Acquisti, quindi, consigliatissimi.
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