Dopo anni di sordina e parole che sembravano cadere più o meno nel vuoto,
il tema dell'ambiente è tornato prepotentemente alla ribalta: il rapporto Onu e le stagioni ormai inequivocabilmente anomale hanno avuto l'effetto di risvegliare la sensibilità di molte persone intelligenti, che si chiedono cosa può fare ognuno di noi per evitare i danni peggiori.
Non è ancora un fenomeno di massa, né si può pensare che gli sforzi dei singoli possano risolvere i problemi che sono prima di tutto economici e politici: tuttavia, le voci che oltre a criticare propongono sono ormai tantissime. Non tutte disinteressate e sincere:
c'è chi appiccica l'etichetta "naturale" a prodotti che di naturale non hanno nulla e chi approfitta delle sensate preoccupazioni ambientali per creare terrori senza sbocco razionale: ma chi "ci prova" seriamente è in buona compagnia, le idee per una vita più sostenibile sono ormai tante e spesso facilmente applicabili.
Certo, occorre modificare - poco o tanto secondo le proprie capacità e possibilità - la mentalità da "consumatori" che fino a oggi ci portava, al massimo, a scegliere con oculatezza un prodotto invece di un altro, in genere in base alla nostra convenienza in termini di qualità e prezzo. La domanda più giusta da porsi, oggi, è invece
ne ho davvero bisogno?: ridurre i consumi significa infatti rallentare la corsa alle risorse e all'inquinamento, privilegiare forme di socialità diverse come lo scambio dei beni e l'autoproduzione familiare, comportarsi in modo più equo verso chi non ha la nostra stessa possibilità di accedere ai beni materiali e, anzi, viene sfruttato per produrli.
Ridurre i consumi non coincide con un'idea di sacrificio, ma con un più intelligente utilizzo dei propri soldi e dell'ambiente: sul web e in libreria si possono trovare molti utili eco-consigli (su questo
blog, ad esempio) piccoli gesti che spesso comportano solo la fatica di abbandonare le vecchie abitudini. Scoprendo così nuovi vantaggi.
Qualche idea in proposito ce l'hanno anche i lettori di questa rubrica: «Da molto tempo non compro più il tè o le tisane in bustine - scrive per esempio
Piera - anche se in famiglia consumiamo abbondantemente entrambi i prodotti: ho comprato invece, con una spesa minima, due filtri "a chiusura" dotati di catenella, in cui inserire la quantità di tisana sfusa che mi serve. Così risparmio sugli imballaggi, dato che ogni bustina è fatta di carta. Quando posso, poi, compro tè e tisane del mercato equo e solidale, di provenienza biologica oltre che eticamente più giusta». Un piccolissimo risparmio, come si vede: ma che, tradotto nella pratica quotidiana di molte persone, diventa un contributo non meno importante di altri.
Giorgio, invece, che si occupa spesso di far la spesa al supermercato per la famiglia, ha imparato a portare con sè le sporte di tela e le borse refrigeranti: «Non si tratta solo di risparmiare altra plastica inutile e dannosa all'ambiente: le sacche di tela sono più robuste, capienti e comode, senza contare che con la borsa-frigo posso tenere in macchina la spesa anche per qualche ora senza che nulla si rovini». E c'è chi a fare la spesa ci va a piedi, con lo zaino: «Il mercato rionale non è troppo lontano da casa mia - racconta
Miranda - e con lo zaino posso portare più peso senza risentirne. Meglio che andare in palestra a faticare inutilmente sullo step».
Ma c'è anche chi lo sforzo di cambiare lo fa in maniera collettiva e rivolgendosi alla collettività: per esempio (ma è uno dei tanti possibili), il gruppo
Mondo Nuovo si è formato in modo virtuale con l'esigenza di "fare qualcosa" e ha prodotto un manuale di alternative casalinghe ai detersivi. Sono prodotti facilissimi da realizzare, economici e testati dallo stesso gruppo, che si preoccupa anche di spiegare come funzionano i detersivi "normali" e per quali motivi è meglio ridurne l'utilizzo. Il
manuale, si può stampare e diffondere liberamente.
Il consumo, però, non riguarda solo i beni tangibili: come sappiamo,
il grande problema di oggi è l'energia. Domani, venerdì 16 febbraio, è la
Giornata Internazionale del Risparmio Energetico, che chiude un mese di campagna sul tema. Lanciata in Italia dalla rubrica radiofonica
Caterpillar) e patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole, la campagna
M'illumino di meno si conclude con l'invito a tutti i cittadini a spegnere luci e apparecchi elettrici non indispensabili alle ore 18 - fino a quando è possibile, naturalmente.
Nutro qualche riserva su questo tipo di iniziative, la cui resa effettiva e concreta mi sembra non debba corrispondere alle energie impiegate per sostenerle: tuttavia, se alle 18 si potrà contare su un bel segnale - un segnale buio - dell'accresciuta sensibilità ambientale dei cittadini, sarà comunque un risultato.