Pensiamo che nelle linee programmatiche di chi andrà a governare la nostra città nei prossimi cinque anni tra i primi obiettivi debba essere contenuto il rispetto e la valorizzazione delle differenze.
Non siamo interessate tanto a sottolineare contenuti o interessi femminile specifici: vorremmo piuttosto che questo programma non fosse il frutto di un confronto ed accordo tra gruppi dirigenti politici a forte prevalenza maschile ma colmasse l'assenza del punto di vista femminile, rappresentando, in ogni questione e scelta politica, il modo in cui la differenza tra i sessi segna ogni aspetto della nostra vita.
Si apre così la
Carta di intenti delle donne per il programma del sindaco dell'Unione, che le agguerrite componenti del
Forum delle donne hanno elaborato e proposto a
Edoardo Sanguineti, candidato sindaco alle Primarie dell'Unione.
Cristina Aste dei Comunisti Italiani,
Patrizia Poselli di Rifondazione e
Gabriella Biggio di Unione a Sinistra hanno spiegato che proporranno la loro carta al nuovo sindaco, anche se non dovesse trattarsi di Sanguineti.
«Il nostro documento è il risultato di incontri con donne che, come noi, sostengono la campagna di Sanguineti», spiegano, «per queste primarie era necessario
un punto di vista di donna». E poi riferendosi all'ultimo punto della carta,
Valore e riconoscimento, aggiungono: «viviamo in un mondo in cui dominano le figure maschili e la situazione non potrà cambiare dall'oggi al domani.
Le donne devono fare sistema per creare una società migliore, anche per gli uomini. Questo per noi è solo un punto di partenza. Anche in una città come Genova, che è governata dal centro sinistra, ci sono problemi e disagi per le donne: speriamo di poter lavorare su questi temi insieme a Sanguineti».
E il poeta commenta: «nel mio programma ho dato dei primi suggerimenti, da approfondire, sui problemi delle donne, così come su quelli dei giovani e degli anziani. Questo non significa che non voglia affrontarli. I giovani, ad esempio, devono essere sensibilizzati: anche loro diventeranno vecchi, e allora sarebbe bene cominciassero ad occuparsi dei problemi che hanno oggi gli anziani, per offrire il loro aiuto».
E ancora a proposito dei giovani: «il primo problema da risorvere è la precarietà. Il lavoro è sempre meno sicuro, e non solo per i giovani. Ma loro sono costretti a rischiare e ad accettare lavori sottopagati».
A proposito dell'universo femminile, Sanguineti cita una donna che considera un esempio per tutti: «
Nilde Iotti è stata una grande persona, eppure tempo fa ho dovuto difenderla dal commento offensivo di un'altra donna. Trovo questo molto grave».
Per Sanguineti c'è solo una soluzione: «le donne devono porre maggiore fiducia nelle altre donne». La parola chiave è dunque
la solidarietà tra donne. Sanguineti parla anche di quote rosa: «non sono necessarie. Non votate
Marta Vincenzi solo perché è una donna: votereste mai Condoleezza Rice o Margaret Thatcher?».
Poi il poeta si lascia andare ad una serie di aneddoti: «accompagno spesso mia moglie a fare la spesa e, pur non sapendo cucinare, mi arrangio. Oggi per fortuna anche i mariti decidono di astenersi dal lavorare per occuparsi dei figli: è giusto che anche gli uomini imparino ad amministrare la casa e ad occuparsi della famiglia».
La domanda politica è d'obbligo: se dovesse scegliere i nuovi assessori, lascerebbe più spazio alle donne? «Farei di più: chiederei agli uomini in lizza che cosa ne pensano dei problemi delle donne e che cosa farebbero per risolverli. Dunque
non farei un calcolo sul genere. Meglio un uomo responsabile e sensibile alle problematiche femminili che una donna poco solidale con le altre donne».
E quando gli chiedo di fare il nome di una donna che oggi ammira particolarmente e che vorrebbe fosse eletta, ad esempio, a Presidente della Camera non gli viene in mente nessuno, ma propone: «
vorrei vedere un Papessa a capo della Chiesa. È una speranza ancora molto lontana, ma auspicabile. Purtroppo, però, le stesse donne pregano rivolgendosi ai Santi piuttosto che alle Sante...».
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