Tocca parlare di neve. La neve che, in linea di massima, non c'è. Le settimane bianche che chissà se per allora nevica, abbiamo già prenotato, speriamo bene. E intanto torna il sole, e le temperature di nuovo in aumento, e il freddo dei giorni scorsi sembra che non sia mai esistito. Del resto, è durato quel tanto che bastava a far gelare qualche pianta già in fiore, ma forse nemmeno. E c'era già qualcuno che aveva paura che nevicasse qui in città, che è sempre un casino, ma magari sono gli stessi che sperano che invece in montagna nevichi, sennò cosa te ne fai degli sci? E degli snowboard, e dei piumini che l'ho comprato l'anno scorso di quelli che vanno adesso, e i bambini se non ci andiamo ci rimangono male. E poi, abbiamo già prenotato. Be', alla peggio c'è la neve artificiale.
"Secondo un'analisi realizzata dal WWF, nella stagione sciistica 2005-2006, le Alpi italiane sono attraversate da
4.693 km di piste da sci da discesa, di cui oltre il 60% innevato artificialmente, da 2.981 km di piste da fondo, di cui 304 innevato artificialmente da 61 km di piste dedicate allo snowboard, da 129 cabinovie, 684 seggiovie, 74 funivie, 487 skilift e 84 tapis roulant. Spesso l'acqua utilizzata è
quella potabile prelevata dagli acquedotti, portata in quota con tubature e impianti realizzati ad hoc e al disgelo scaricata a valle aumentando così l'erosione dei suoli di alta montagna."
Già, ci tocca mettere in discussione anche la settimana bianca: non da oggi gli ecologisti si battono contro lo
sfruttamento dissennato della montagna a fini turistici, ma l'ormai rapidissimo surriscaldamento globale aggiunge nuova forza a questi argomenti. Le frasi riportate sopra le trovate sul
sito del WWF, in un
recentissimo dossier del WWF dedicato all'argomento, che prende
in esame nello specifico il caso dell'Abruzzo. Sugli Appennini, infatti, la situazione determinata dal riscaldamento globale è ancora peggiore che sulle Alpi e l'organizzazione ecologista denuncia il consumo di
100.000 litri di acqua potabile l'ora, avvenuto nei primi giorni di gennaio per innevare artificialmente le piste da sci della regione.
Ma lasciamo proseguire il WWF: "Oltre allo smodato consumo d'acqua, bisogna considerare che i cannoni sono estremamente energivori. La produzione dell'energia necessaria a far funzionare 100 cannoni per una intera settimana comporta l'emissione di circa 270 tonnellate di CO2. Sarebbe necessario piantare un bosco su una superficie uguale a 70 campi di calcio per assorbire questa quantità di anidride carbonica (un ettaro di
bosco assorbe circa 4 tonnellate di anidride carbonica l'anno). Infine, il fatto che la neve artificiale sia totalmente diversa da quella naturale da un punto di vista chimico fisico determina una completa alterazione del ciclo idrico delle zone innevate forzatamente: gli strati più compatti di quelli naturali formano al loro interno delle
lamine di ghiaccio provocando conseguenze ambientali sulle rare vegetazioni di quota fino, ad esempio, ad un ritardo delle fioriture."
Insomma,
siamo certi che il piacere di una discesa valga davvero la pena di ciò che costa? Sì, è vero, non è bello insinuare sensi di colpa sulle già poche occasioni di relax e di svago: tuttavia, ciò che in questo caso colpisce è l'enorme divario tra lo spreco di risorse fondamentali - acqua, aria ed energia - e la futilità dello scopo. Si
può andare in montagna senza premiare comportamenti dissennati e privi di lungimiranza - quanto potrà ancora reggere un'idea di turismo così distruttiva? - e scegliendo, per esempio, le località che agiscono con maggiore assennatezza nei confronti del loro territorio.
Diversificare le offerte, privilegiando anche aspetti - come il valorizzare aspetti
naturali e attività tradizionali - differenti dalla pura e semplice "giornata sugli sci" è un dato che contraddistingue queste località, così come la presenza di strutture alberghiere "a risparmio di energia": e, provando a premiare questi comportamenti più intelligenti e corretti, chissà che la vacanza non si riveli anche più divertente del solito. Un esempio di settimana bianca più sostenibile lo trovate sul sito di
Habitat Cooperativa, ma
online ce ne sono molti altri.