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Margherita Buy
Margherita Buy
 

Nei carruggi con Soldini, Buy e Albanese

 
Il regista ha ambientato a Genova il suo nuovo film. Ce ne ha parlato con gli interpreti principali. E nel suo futuro c'č ancora la Liguria
 
   

     
Genova, 30 gennaio 2007
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
«Ho il brutto vizio di essere sempre puntuale...», borbotta Antonio Albanese pochi minuti dopo il suo arrivo alla Nouvelle Vague: i suoi colleghi ancora non si vedono. Il locale di vico De' Gradi, in pieno centro storico genovese, ha ospitato oggi, martedì 30 gennaio, il cast del nuovo film che Silvio Soldini sta girando in città.
Poco dopo fanno il loro ingresso nell'enoteca anche il regista e Margherita Buy. I tre vengono pregati di sedersi ad un grande tavolo di legno. Di fronte a loro, molti giornalisti e numerosi flash di macchine fotografiche. «Io non voglio sedermi in centro!», sussurra la Buy. Il suo volto tradisce una certa emozione: l'attrice vorrebbe certamente trovarsi altrove.

Albanese ha uno sguardo bonario e sorridente. È semplicemente una persona simpatica. Anche Soldini è di buon umore e comincia a parlare a ruota libera del suo film tutto genovese: «dopo il successo di Agata e la tempesta avevo una gran voglia di tornare qui», spiega, «allora non avevo avuto modo di mostrare la città, che in questo mio nuovo film è invece protagonista».
Il lungometraggio racconta la storia di Elsa (Margherita Buy) e Michele (Antonimo Albanese): sposati da 20 anni, hanno una figlia, Alice (interpretata da Alba Rohrwacher), e conducono una vita agiata. Questo ha permesso ad Elsa di lasciare il lavoro e di coronare un sogno: laurearsi in Storia dell'Arte. Ma un evento inaspettato cambia totalmente le loro vite: Michele viene estromesso dalla società che lui stesso aveva creato anni prima. Per Elsa è un fulmine a ciel sereno. La donna, però, non si perde d'animo e fronteggia la situazione con grande energia. Michele, invece, è demoralizzato e il rapporto con la moglie cambia. Solo nel momento della rottura i due capiranno l'importanza del loro legame.

«Elsa per certi versi mi assomiglia: è una donna forte, con un grande senso di adattamento alle nuove situazioni», spiega la Buy. E lei come vive l'amore? «Non ci capisco niente», confessa l'attrice, «e nemmeno ci ho mai riflettuto. Riesco a farlo solo attraverso le vicende dei personaggi che interpreto. Non è stato semplice approcciare il ruolo di Elsa: per farlo mi metto alla prova ogni giorno».
Anche Antonio Albanese appare entusiasta: «per me lavorare con Soldini è come un ritorno al passato. Devo a lui il mio debutto davanti alla macchina da presa con il film L'anima divisa in due. A Genova mi trovo benissimo», aggiunge, «qui c'è l'unica tripperia italiana!». Albanese non dimentica i professionisti che accompagnano gli attori in questo viaggio: «la troupe è composta da giovani genovesi: sono meravigliosi, anche umanamente». Ma la sua vera passione non è la città e i suoi abitanti: «sono soprattutto felice di lavorare con Margherita», confessa, «sono sempre stato innamorato di lei». La Buy abbassa lo sguardo intimidita. «È proprio un'animatrice!», la punzecchia lui ironicamente, poi descrive il suo personaggio: «Michele è un uomo che, per dignità e coerenza, si trova ad affrontare una perdita economica. Ma crede nell'onestà e, grazie all'aiuto della donna che ama, capisce che nella vita si può sempre ripartire da zero».

La storia, sceneggiata da Soldini insieme a Doriana Leondeff,Francesco Piccolo e alla genovese Federica Pontremoli, è molto realistica anche perché ambientata in una città viva e vera quale è Genova: «il tema dell'abbruttimento del lavoro mi è molto caro», conclude Albanese, «e spesso lo approfondisco anche nei personaggi comici che interpreto».
Silvio Soldini ci aveva abituati a film corali, ma con questo nuovo lungometraggio, che al momento non ha ancora un titolo, ha voluto cambiare stile: «al pubblico sembrerà di vivere da vicino le esperienze dei protagonisti, entrando nella loro vita di coppia: credo in un cinema che faccia riflettere».
Ambientare il film in una città come Genova ha portato al regista tante soddisfazioni, ma anche alcune difficoltà: «non è semplice girare nei carruggi perché c'è poco spazio, ma sul set regna un'atmosfera bellissima: per me questo è l'ingrediente principale: mi piace sentirmi amico di chi lavora con me. Non faccio film pensando all'incasso. Se poi vanno anche bene sono più contento!».
Le riprese del film andranno avanti ancora per una settimana. In questi giorni la troupe sarà in uno degli antichi palazzi dei Rolli: «gireremo la scena del ritrovamento di un affresco», conclude Soldini.

Anche l'edizione 2007 del Genova Film Festival, che si svolgerà dal 2 all'8 luglio prossimi, riserverà uno spazio al cinema di Silvio Soldini: a lui verrà infatti dedicata una retrospettiva completa. Sarà l'occasione per ripercorrere la carriera di questo regista eclettico e sensibile.
Il presidente della Regione Claudio Burlando ha rivelato i futuri progetti di Soldini, che avranno ancora il sapore della Liguria: «Soldini girerà un filmato che racconterà il suo modo di vedere la nostra regione. Un modo per promuoverci, in un momento di grande lancio turistico».

Genova sarà ancora set per altre importanti produzioni nel corso del 2007: «a primavera sarà la volta di un film tratto dal libro Un destino ridicolo, scritto a quattro mani da Fabrizio De André e Alessandro Gennari», spiega Andrea Rocco, direttore di Genova Set Film Commission, «poi toccherà al nuovo film del regista inglese Michael Winterbotton: una storia di fantasmi che vedrà Colin Firth come interprete principale. Tra poche settimane si passerà dal cinema alla fiction televisiva: arriveranno a Genova le troupe di Vivere e di Cento vetrine. Infine un film svizzero verrà ambientato nello spezzino, tra Lerici, Sarzana e Monte Marcello. Le riprese avranno inizio tra maggio e giugno».
 
 
 
 
 
 
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