Il Museo delle Creature Immaginarie è realizzato a Genova, con il contributo degli assessorati alla Cultura del Comune e dell'Ambiente e Cooperazione della Provincia di Genova e della Fondazione AMGA. E' aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 e chiuso il lunedì.
L'ingresso è gratuito. Per le scuole la prenotazione è obbligatoria al numero 02 54107566, ulteriori informazioni sul sito di AMREF, dove chi è interessato può concordare una nuova tappa del museo itinerante. Laboratori
All'interno del Museo, con il supporto dell'Accademia Ligustica di Belle Arti e dell'Associazione Mus.e, si svolgeranno laboratori per stimolare i bambini a raccontare i loro animali immaginari che andranno ad arricchire la straordinaria collezione.
Se come umani decidessimo di dirci tutta la verità probabilmente concorderemmo con Stefano Benni, Francesco Tullio Altan e Pietro Perotti e metteremmo tra le realtà in estinzione e quindi tra le specie da salvaguardare, anche l'immaginazione dei bambini, strumento prezioso per continuare a sognare e rispettare l'ambiente e la sua varietà. Con questo provocatorio pretesto - che poi tutto è fuorché pretestuoso - i tre vecchi deliranti, come si autodefiniscono, in collaborazione con AMREF hanno messo in piedi Mondo Babonzo. Museo delle creature immaginarie.
Una bizzara collezione zoomorfa tutt'altro che statica, anzi proprio itinerante che Perotti definisce «un piccolo miracolo, realizzato con un budget ridottissimo e una passione smisurata, e tanto ancora da mettere in mostra. Siamo ancora in cerca di uno sponsor per la Fantatrappola per catturare i sogni». Pensando localmente un po' ci viene in mente il Bestiario improbabile visto l'anno scorso al Museo Civico di Storia Naturale G. Doria, con gli animali fantasiosi di tanti illustratori dal mondo. Globalmente navigando, invece non può che venirci in mente la nuova generazione di mostri e strabilianti creature zoo e antropomorfe di . Ma torniamo al presente.
Negli intenti, l'occasione babonziana (dal nome della creatura di Benni che rimpicciolisce invece di crescere), l'addizione tra scrittura immaginaria di Benni + disegni di Altan + genio artigianale di Perotti + esperienza decennale di AMREF, dovrebbero dare come risultato = tolleranza, rispetto, curiosità e solidarietà verso la natura e altri popoli.
Alla sua seconda tappa (la prima è stata Milano), ora Mondo Babonzo è a Genova alla Loggia dei Banchi (piazza Banchi), dove resterà fino al 25 febbraio per poi intraprendere una lunga tournée (tra le città ospitanti Siena, Bologna, Roma, Napoli, Cesena, Forlì, Rimini), ma è anche in un libro edito da : con un animalesco abbeccedario, foto del lavoro pratico per realizzare le creature 3D, fatto da Perotti, suo fratello Carlo e Riccardo Sivelli e un'inventiva serie di ipotesi sull'estinzione dei dinosauri. Libro e mostra serviranno alla raccolta di fondi per sostenere un progetto in Africa tra la comunità Masai di Namanga e Mashuri colpite negli ultimi due anni dalla siccità. Inoltre nell'ambito del lavoro per il recupero dei ragazzi di strada negli slum di Nairobi, Mondo Babonzo si arricchierà presto anche di nuove creature provenienti dai lavori di bambini italiani e africani.
«È la sintesi di un lavoro trentennale - continua Benni - fatto insieme e separatamente, Altan con la sua Pimpa, Perotti con i suoi burattini e il carnevale dei ragazzi io con il mio Stranalandia (Feltrinelli, 1984). Fatto per stimolare e sollecitare la fantasia di piccoli e grandi. Ho sempre pensato al bambino come al lettore più intelligente che un autore possa incontrare sulla sua strada e a cui non si possono somministrare semplici pillole di racconti. Con il museo ci poniamo il problema di come raccontare a loro e a noi il mondo di domani di fronte alle previsioni apocalittiche degli scienziati che hanno fissato la fine del mondo al 2060 e senza lasciare tutto in mano all'ecologia portatile delle merendine per cui se le mangi salvi un delfino se no no!».
Il nodo centrale sta nel fatto che la varietà nel suo senso più ampio si sta assotigliando e Benni suggerisce di reagire «elaborando insieme ai bambini il desiderio e la volontà si sognare e inventare scenari, facendo anche proposte su come potrebbe essere la terra nel 2060, con la consapevolezza di ciò che è già in atto, ma anche con tutta la forza e la creatività della libera immaginazione».