Spesso non ce ne rendiamo conto, ma esiste un mondo silenzioso che, quasi in punta di piedi, offre a noi tutti benefici inimmaginabili. Un mondo composto da uomini e da donne che operano con passione e dedizione, aiutando i bambini, gli anziani e le fasce più deboli della società. Il mondo dell'impresa sociale è oggi raccontato con straordinaria dolcezza dal fotografo ligure Gianni Berengo Gardin. Il risultato del suo lavoro è tutto in una mostra, I mille volti dell'utile, che potrete visitare a Palazzo Doria Spinola da oggi, martedì 23 gennaio 2007, fino all'11 febbraio. La sua inaugurazione, avvenuta questa mattina, è stata accompagnata da un convegno nella vicina sala Sivori.
L'assessore della città solidale del Comune di Genova Paolo Veardo e il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto hanno parlato dell'importanza dell'evento, nato nell'ambito del progetto comunitario WIP (Welfare, Inclusione, Partecipazione) con la partecipazione di (finanziaria della Regione Liguria), della Provincia di Genova e di quattro consorzi liguri di cooperative sociali, con il patrocinio del Ministero della Solidarietà Sociale.
«È necessario dare visibilità ad un settore che troppo spesso lavora nell'ombra», ha commentato Veardo, «non tutti sanno che le realtà no profit sono economicamente importanti. La fotografia è un buon veicolo per farlo sapere ai cittadini. Abbiamo molti progetti in cantiere, tra questi il recupero della sede del Massoero: daremo lavoro alle persone che vengono dalla strada, offrendo loro un futuro migliore». Repetto propone «una riflessione su ciò che si deve ancora fare. Per cominciare, la creazione di un fondo per le imprese sociali».
La mostra si trova nell'atrio della sede della Provincia di Genova. Colpisce subito l'allestimento: semplice e significativo. «Abbiamo scelto la leggerezza contro la pomposità del palazzo», spiega Gianandrea Barreca del , che ha curato l'allestimento. E "leggere" sono anche le foto, tutte in bianco e nero, di Berengo Gardin. Un gioco di specchi avvicina lo spettatore al mondo dell'impresa sociale: «è il gioco dei rimandi», aggiunge Barreca, «le mille sfaccettature dell'edificio barocco si riflettono sugli specchi così come i visitatori, che in questo modo si riconoscono nelle immagini che vedono e le fanno proprie».
La mostra segue un percorso articolato in 4 sezioni: la prima è dedicata al tempo libero, poi lo sguardo si rivolge alla città; la terza sezione racconta la comunità e l'ultima la vita.
Ed ecco primi gli anziani, seguiti con affetto - questo è ciò che le immagini trasmettono - dagli operatori delle imprese sociali. Poi è il momento dei bambini, per i quali il gioco diventa strumento di integrazione sociale. Ma un ruolo importante ha anche la creazione di lavoro per chi è più debole: negli ultimi cinque anni in Liguria circa 2500 persone hanno trovato un'occasione di riscatto grazie alle imprese sociali, recita una didascalia. Le parole sono scritte sugli specchi.
L'ultima parola è di Gianni Berengo Gardin: «ho trascorso 10 giorni nelle tante cooperative sociali», spiega, «ed ho trovato un mondo vitale e variegato, che conosco bene ma che mi stupisce ogni volta. Ho scoperto le attività più varie e inaspettate. C'è chi aggiusta orologi, chi pulisce lo stadio e chi crea i giubbotti di salvataggio. Tutti gli operatori si sono mostrati entusiasti di questo progetto: spero che in questo modo il loro lavoro venga apprezzato da un pubblico più vasto».
I mille volti dell'utile
Palazzo Doria Spinola Chiuso: domenica
Orari d'apertura: da lunedì a venerdì: 9-18; sabato: 9-13;
Note: L'ingresso alla mostra è libero