Confesso, non lo conoscevo ancora.
Nonostante i premi che ha vinto e il fatto che sia ormai
un cult del web e del consumo critico, tradotto in più di 30 lingue: sto parlando di
The Meatrix. Realizzato dall'organizzazione
GRACE che si batte per un'alimentazione sostenibile,
The meatrix è, come si può intuire facilmente,
una parodia in cartoon di Matrix: il protagonista si chiama Leo ed è un porcellino, che viene avvicinato da un Morpheus bovino, con tanto di cappottone e corna. Leo prende la famosa pillola rossa e vede
la realtà nascosta dietro le allegre fattorie delle pubblicità alimentari, una realtà fatta di allevamenti intensivi in cui la vita animale e l'alimentazione umana sono del tutto neglette: la legge del profitto regna infatti sovrana.
A questo punto, chi non lo ha ancora fatto può andare a vedere The Meatrix
qui e sulla home del
sito troverà anche i seguiti, l'animazione interattiva e, ovviamente, la filosofia che ispira i contenuti. Il sito è in inglese, ma c'è anche una
homepage italiana, con il video sottotitolato. Fin qui l'informazione, che merita di essere segnalata anche perchè, contrariamente a molte giustissime campagne che hanno l'obiettivo di stigmatizzare il brutale sfruttamento degli animali, l'azione di Grace non punta sull'esibizione delle crudeltà perpetrate da noi umani ad altri esseri, ma sulla
levità del messaggio.
Il Matrix "vero", dopotutto, non fa che esasperare la realtà mostrata da The Meatrix, estendendo agli esseri umani lo stesso trattamento che ora gli allevamenti intensivi infliggono agli animali. La filosofia propugnata dal sito è d'altronde facilmente condivisibile:
l'alternativa immediata non è diventare vegetariani o vegani, ma
scegliere cibo "sostenibile". Cioè, vegetali e legumi in primo luogo ma, se si vuole continuare a mangiare carne, scegliendo quella che proviene da animali allevati nel modo tradizionale, che consente all'animale una vita degna di questa nome.
È un
obiettivo di minima e non a caso
nasce nel mondo anglosassone, nel quale i problemi legati all'alimentazione industriale sono molto più esasperati che da noi e richiedono azioni di sensibilizzazione facili da capire e da mettere in atto. Insomma,
The Meatrix potete farlo vedere, e diffonderlo in rete, anche ai vostri amici più carnivori: non li attaccherà allo stomaco proponendo pappette e germogli e soia, ma li farà riflettere su cosa mangiano e perchè. Essere vegetariani è infatti una scelta che va diffondendosi sempre di più - anche in relazione ai nuovi allarmi sul morbo della mucca pazza, che passano in sordina ma ci sono - e che però richiede convinzione e un po' più di tempo da dedicare alla cucina. Chi arriva a compiere questa scelta ne è soddisfatto e sicuramente opta per l'alimentazione più sostenibile per il pianeta e, praticata con le dovute conoscenze, più sana per se stesso.
Chi però non è in grado, o non se la sente, di cambiare subito e completamente le proprie abitudini alimentari, può comunque fare in modo di
non incentivare gli allevamenti intensivi, semplicemente riducendo progressivamente la quantità di carne (salumi compresi, of course) che consuma, e comprando quella delle aziende biologiche, che garantiscono l'allevamento tradizionale. Per avere una spiegazione sintetica ma esauriente di tutti i problemi connessi all'eccessivo consumo di carne, dalla sparizione delle piccole fattorie alla distruzione dei pochi polmoni verdi che ancora resistono sulla Terra, dalle conseguenze sulla propria salute ai costi sociali (cioè quelli che paghiamo con i nostri soldi di contribuenti) che si nascondono dietro il basso prezzo della fettina, potete anche leggere
qui, mentre per una svolta un poco più attiva potete trarre ispirazione dai principi e dalle soluzione proposte dall'
Associazione Progetto Gaia nella campagna "Io faccio la mia parte".