Il 1848 è una data importante per la storia italiana: con i moti insurrezionali di quell'anno, infatti,
l'Italia cambia faccia per sempre e per la prima volta si fa strada anche nella pratica (anzi, proprio nelle strade!) la consapevolezza di essere un Paese vero, unito, un Paese che doveva imprimere a sé stesso, per il tramite dei suoi singoli, una svolta politica alle vicende di quegli anni.
Anche la storia della musica procede di pari passo, soprattutto quella del
melodramma, che da quel momento in poi, grazie a Giuseppe Verdi (quanti di noi sui banchi di scuola hanno studiato il famoso "Viva V.E.R.d'I!!, cioè
viva Vittorio Emanuele Re d'Italia) incarnerà questi sentimenti e queste necessità nelle storie dei Lombardi alla Prima Crociata, nel Nabucco, nella Battaglia di Legnano, nel Trovatore, e così via.
Proprio
nel 1848 muore invece l'ultimo grande operista italiano, esponente di quell'agiata borghesia che fino ad allora riempiva i teatri e si compiaceva del suo status, specie nel nord Italia. Andare a teatro era una buona idea per passare una serata piacevole, ascoltando buona musica e storie leggere, commedie, ricche di schermaglie amorose, ma del tutto prive di significati storici, insomma completamente innocue.
Erano i fans più sfegatati del bergamasco
Gaetano Donizetti (1797 - 1848), compositore assai prolifico (una media di 6 opere l'anno!), che
nel 1843 dava alla luce il suo
estremo capolavoro nel genere comico, Don Pasquale, di cui una promettente versione va
in scena dal 12 gennaio (in replica fino al 21) al
Carlo Felice, nell'ambito della Stagione d'Opera.
La vicenda ha per
protagonisti due giovani, Ernesto e Norina, che sono innamorati ma devono superare il veto del di lui zio, Don Pasquale appunto, che non vuol saperne di nozze celebrate per il suo rampollo con una povera vedova squattrinata qual è Norina. E per non correre rischi, chiede all'amico Malatesta di trovargli una moglie e poter così diseredare Ernesto. Senonchè il buon Malatesta fa sposare proprio Norina, sotto le finte spoglie di una certa Sofronia, a Don Pasquale.
A quel punto la neomoglie ce la mette tutta per rendersi insopportabile: organizza quelli che potremmo definire dei "mega-festoni" in casa, si dà alle spese folli, e lascia perfino in giro lettere compromettenti circa una sua presunta relazione extracoiniugale.
Don Pasquale non ce la fa più e decide di acconsentire alle nozze del nipote per tentare di levarsi la moglie di casa, e così alla fine scopre la verità, incassa con una certa
nonchalance il colpo e si rassegna. La musica di Donizetti segue passo per passo la vicenda, ora ammiccando, ora sorridendo, ora facendosi beffe di Don Pasquale, ma soprattutto si schiera dalla parte dei due giovani innamorati: le pagine più belle sono infatti i duetti e le arie d'amore dei due giovani protagonisti, che alla fine riescono a vivere felici e contenti, come nelle favole.
Peccato che all'epoca il teatro era pieno di borghesi che certamente non la pensavano allo stesso modo e anzi costruivano le loro fortune su matrimoni che ben poco avevano a che vedere con l'amore. Buon divertimento.
Fondazione Teatro Carlo Felice
Stagione d'Opera e di Balletto 2006-2007
Venerdì 12 gennaio 2007, ore 20.30 (in replica il 14, 16, 17, 18, 20, 21)
Don Pasquale, opera comica in tre atti su libretto di G. Ruffini
Musica di Gaetano Donizetti (1797 - 1848)
Personaggi e interpreti: Don Pasquale - Alfonso Antoniozzi; Dottor Malatesta - Fabio Maria Capitanucci; Ernesto - Francesco Meli; Norina - Stefania Bonfadelli.
Regia Stefano Vizioli; scene Susanna Rossi Jost; costumi Roberta Guidi di Bagno; luci Franco Marri; allestimento del Teatro Comunale di Bologna; Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Carlo Felice; Maestro del Coro Ciro Visco; Maestro concertatore e direttore d'orchestra Marcello Panni.
Biglietti da € 32 a € 100, giovani da € 22 a € 28