mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli
lost in translation2
Il New York Bar all'ultimo piano del Park Hyatt Hotel, quello in cui soggiornano i protagonisti del film, in cui mi sono concesso un cocktail da 25 euro in compagnia di una splendida fanciulla chiamata Yukari...
 

Ritrovarsi a Tokyo

 
Tornati dal Giappone non c'è niente di meglio che rivedere 'Lost in Translation'. Viaro è stato là a Capodanno. Ci racconta come è andata
 
eventi
I film segnalati in questa rubrica sono disponibili presso la Videoteca Videoforum di piazza della Vittoria 45r. Un vero e proprio antro delle meraviglie per l'appassionato genovese: quello che non trovate altrove, dal trash al cinema d'essai, lì c'è. Per info: 010 588648  
top 10

 
   

     
Genova, 05 gennaio 2007
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Giorgio
Viaro
   
Permettetemi la divagazione: ho passato il Capodanno a Tokyo e ancora il jet lag m'angustia. Ma più ancora del jet lag, m'angustia il ritorno in patria. Badate: ho fatto quel che ho potuto. Il 2 sera, per esempio, ho cercato di cenare in un ristorante giapponese. Non avendo prenotato, non ci sono riuscito, e ho dovuto ripiegare sul cinese. Ho chiesto anche le bacchette, ma decisamente non è stata la stessa cosa. Il riso giapponese è compatto, lo puoi sollevare a mucchietti. Quello cinese è umido e scivoloso e così le bacchette funzionano male. Serata fallimentare.
Ieri sera, dopo la palestra e una zuppa di legumi in busta, ho tentato un approccio differente e ho deciso di rivedere dopo un paio d'anni Lost in translation, vero e proprio saggio teorico sulla percezione occidentale della capitale nipponica. Ebbene, ho goduto come un procione.

Il fatto è, ad esser proprio onesti, che io in Giappone c'ho lasciato il cuore. Non so nemmeno da dove cominciare.
Per esempio: il cibo. Dopo 10 giorni in Giappone la pancia ti si è sgonfiata e il sorriso snellito. Loro mangiano riso e pesce (specie crudo, of course) in quantità, ma pure la carne. Inzuppano quasi tutto in una salsa di soia scura e liquida, mischiata ad un unghia di piccantissimo wasabi, che a me ricorda tanto la senape di Digione. L'olio è quasi assente, il burro lo è del tutto. E tuttavia le pietanze sono eccezionalmente saporite.
Altro esempio: la gente. Si può perdersi in facezie ripensando all'ininterrotta danza di inchini in cui tutti spendono le giornate, ma i loro gesti sottendono ben altro. Sottendono rispetto e attenzione, per le cose e (quindi) per le persone. La dedizione del giapponese ai propri compiti, l'attenzione per la pulizia, l'ordine e l'efficienza, non sono affatto indice d'eccentricità, ma esito di una cultura in cui l'individuo ha precisa percezione di sé come membro del collettivo sociale, e ancor più come particella della Natura. I giapponesi rispettano l'altro, rispettano la Cosa Pubblica, rispettano le loro risorse naturali, perché sentono che così facendo rispettano se stessi.

E ancora. Le donne. L'uomo giapponese è timido, svagato, inibito, un tantino arrogante. Il corteggiamento è questione femminile. La donna giapponese ti invita a uscire, ti porta in angoli della città di stupefacente romanticismo, ti paga la cena. Non ti sommerge di falsi indizi, estenuanti ripensamenti, compiaciute provocazioni. Vuole capire se le piaci. Se così è, si concede con generosità e pudicizia commoventi. E questo vale per tutte, dalla studentessa simpatica e impacciata alla donna in carriera in tacchi alti e capotto lungo. Dio le benedica. Ritornare al contatto con le fanciulle locali, vanesie, egoiste e sprezzanti, che ritengono le devote attenzioni maschili un atto dovuto (nel migliore dei casi) o una seccatura (nel più frequente dei casi), è disarmante.

Infine: i luoghi. Il cielo notturno di Tokyo, imperlato di luci e increspato di grattacieli, foriero assieme di stupore e rassicurazione. I templi montani di Kyoto, circondati dal verde, immersi nei profumi d'incenso e braci ardenti, risonanti dei canti monotoni dei fedeli. I rami secchi e spogli per l'inverno degli alberi, coperti di preghiere, abbracciate al legno in piccoli nodi di carta. E poi i parchi, immensi e accoglienti, l'erba di un centimetro morbida come pelliccia e i suggestivi, cresciuti bonsai, disseminati ad arte. Ovunque: pace e silenzio.

A questo punto potreste chiedermi: "e Lost in translation che fine ha fatto?". Ebbene: Lost in translation è un film delicato, intelligente, spiritoso, con una splendida colonna sonora e un commovente Bill Murray (sentirlo recitare non doppiato spalanca davvero nuovi orizzonti). Ai giapponesi non piace particolarmente, così come difficilmente potrebbe piacere ad un italiano un film americano che sfrutta l'Italia come cartolina turistica per una storia d'amore. Ma io non sono giapponese. Sono italiano. Un italiano che è stato a Tokyo e se ne è innamorato. E a me, ieri sera, Lost in translation ha dato i brividi.
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
lost in translation
Uno degli ascensori del Park Hyatt Hotel: confermo che i tre cani, sulle tre pareti dell'ascensore, ci sono davvero
 
   
 




acquista con IBS.it  Acquista on-line Lost in translation
di Sofia Coppola su IBS.it

   


 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License