Si accettano scommesse: sotto l'albero, fra pacchi e pacchetti, c'era anche qualcosa di cui non sapete assolutamente cosa fare, vero?
Un doppione, un oggetto che non userete mai, un dono ben intenzionato ma, purtroppo, sbagliato. Capita sempre, capita a tutti: e il dono sbagliato spesso viene riposto in qualche cassetto, e lì dimenticato. Ma
quest'anno diamo
un indirizzo diverso al surplus, chè oltre agli oggetti che non ci servono in questo periodo ci troviamo sommersi da imballaggi, eccedenze alimentari e non, addobbi e via di seguito: approfittiamo quindi di questi ultimi giorni di quiete prima della ripresa lavorativa a pieno ritmo per varare il
riutilizzo. Una parola che si sta imponendo sempre più come alternativa al mero riciclaggio: che se è buona cosa destinare i materiali riciclabili alle apposite campane, meglio ancora è riutilizzare tutto ciò che può essere ancora adoperato.
Per reazione alle miserie del secolo scorso e alla
mania di conservare tutto che caratterizzava la generazione dei nostri nonni, il riutilizzo ha assunto da noi caratteristiche un po' ridicole e un po' meschine: il classico cassettino pieno di pezzetti di spago ne è diventato l'emblema, giustamente criticato quando assumeva aspetti un po' maniacali. Che però valga la pena di riscoprire il principio se ne stanno accorgendo ormai in molti.
Il "nuovo di pacca" sta perdendo molto del suo allure, specialmente quando è ottenuto a prezzo di sofferenze umane nell'altra metà del mondo o quando è smaccatamente destinato ad aumentare solo l'inquinamento ambientale.
Il
vintage si va affermando anche nell'arredamento e nell'oggettistica e ormai è più bello sfoggiare i bicchieri della nonna, anche se la nonna non è la tua, che l'ultima perversione di design: ma, pur con tutto ciò, rimane ancora
una certa riluttanza a riutilizzare le cose, a offrirle e ancora più ad accettarle. Spesso ci si fanno un sacco di problemi inutili al riguardo, che in altri Paesi - più ricchi del nostro e meno ossessionati dalla
paura di "sembrare poveri" - sono stati superati da tempo, e sempre più vengono dimenticati a favore di stili di vita diversi.
Una delle parole d'ordine di questo periodo fra le persone sensibili è
"sobrietà", la parola chiave per conciliare una vita più umana, meno affannosa, con il rispetto dell'ambiente. Il concetto di sobrietà - che significa, semplicemente, accorgersi di come possiamo fare a meno di un sacco di cose e vivere meglio - si accompagna necessariamente a quello del riutilizzo: ingombrare casa o cassonetti di oggetti per poi correre a
comprarne ogni volta di nuovi non è certamente sobrio.
Per una volta, quindi, imitiamo i nostri nonni, allargando lo sguardo: riponendo gli addobbi natalizi facciamo una cernita di ciò che ci serve davvero, e il resto portiamolo a qualche ente assistenziale per il prossimo Natale; mettiamo via ordinatamente nastri, fiocchi, scatole e carte ancora buone per il nostro prossimo Natale (non tengono tanto posto, dopotutto); esaminiamo con occhio critico gli imballaggi, prima di buttarli, spesso basta un po' di fantasia per intuirne nuovi usi.
E soprattutto cerchiamo di instaurare, nel circolo degli amici,
l'abitudine allo scambio: senza piccinerie e vergogne, chè nel momento in cui lo scambio diventa prassi comune ci si guadagna tutti. E il momento dello scambio può diventare un momento di socialità, di amicizie nuove o più costruttive, dandoci soddisfazioni diverse e migliori di quello dello shopping.
Se avete idee in materia di riutilizzo, anche quotidiano (per esempio, cosa fare degli imballaggi della spesa, o come riutilizzare e rinnovare abiti e stoffe, o qual è la vostra esperienza in fatto di riutilizzo e scambio) mandatele qui (
pedalalento@virgilio.it): verranno raccolti e pubblicati, con tanto di firma per chi vuole, in questa rubrica.
Oltre agli amici,
ci si può rivolgere anche al web, per cominciare a muoversi nella logica del baratto: fra i tanti
siti che in un modo o nell'altro offrono questo servizio, ne segnaliamo uno appena nato. Il webmaster è semplicemente una persona di buona volontà, che adotta uno stile di vita sobrio, e mette a disposizione il suo sito per scambi di oggetti e di esperienze (
www.eco-riciclo.it), nonché di riflessioni su uno stile di vita diverso, più consono alle esigenze reali che a quelle indotte da pubblicità e consumismo.