Gianni Ansaldi è tornato a trovarci. Ci eravamo incontrati quasi due anni fa, appena concluso l'anno europeo della cultura. Il commercialista/artista, attore all'inizio degli anni Ottanta nel film dei Vanzina
Sapore di sale, più recentemente nelle serie TV
Love Bugs (Italia 1) e
48 ore, mi presentava gli ultimi frutti della sua più grande passione: la fotografia. «Mi sono accorto di avere un sacco di facce interessanti intorno a me. Ho deciso di ritrarle», diceva. Il suo progetto era fare un certo numero di scatti, un centinaio all'incirca, e riunirli in un libro. I soggetti erano
gli intellettuali underground, quelli che fanno cultura tutti i giorni, esclusi o autoesclusisi dalla vetrina di
Genova 2004.
Natale 2006: il libro è finalmente uscito. Si chiama
Facce così - non
Intellettuali di merda e altre facce, come voleva una prima idea di titolo - ed è edito da
La Lontra. Gli scatti sono ben più di cento (circacentoquaranta), e l'underground genovese non è più il
fil rouge della raccolta di ritratti.
La verità è che Gianni si è fatto prendere la mano; ha iniziato a scattare a destra e a manca, seguendo un po' un suo percorso e un po' il caso. Risultato: nel libro ci sono le facce più disparate, da
Sanguineti a
Ceronetti, da
Vergassola a
Ceccon, da
Maggiani a
Rotella,
Serrano,
Don Gallo, il nostro vecchio amico
Fabrizio Casalino. E potremmo continuare ancora, incontrando molti personaggi già passati anche nelle pagine di mentelocale.it.
Ma non ci sono più solo genovesi, anzi. C'è qualche donna in più (tra le altre Carla Signoris, Michela Bompani, Patrizia Traverso, la poetessa Kazuko Shiraishi, le galleriste Piera Gaudenzi, Ambra Gaudenzi e Martina Gagliardi). Tutti sempre - e rigorosamente - in bianco e nero. Sfiziosissima la prefazione di
Stefano Tettamanti, anche lui tra gli immortalati, che in quelle righe «ha dato il meglio e il peggio di sé», scherza il fotografo.
La caccia al volto non è certo finita: «ormai è un'ossessione», dice Gianni, che sta già preparando il secondo volume.